vaccini de luca

È di ieri l’annuncio del Presidente Vincenzo De Luca di un piano vaccinale “made in Campania”. “Da qualche settimana stiamo lavorando per garantirci forniture autonome di vaccini, così come lavoreremo anche sul versante della produzione” ha detto ieri nel corso di una visita all’azienda Hitachi.

Vaccini, parla De Luca

“L’obiettivo che abbiamo è concludere questo calvario entro il 2021: se riusciamo a garantirci le forniture, siamo in grado di realizzare (almeno) 50mila vaccinazioni al giorno in Campania”, ha detto il Presidente. “Ciò vuol dire 1,5 milioni di dosi al mese: questo ci mette nelle condizioni di risolvere il problema nei tempi che ci siamo dati”. Progetto, questo del Governatore campano, più facile a dirsi che a farsi.

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Se è vero che “la soluzione è nelle vaccinazioni”, come egli stesso ha affermato, è anche vero che l’Italia, in generale, si trova al 51° posto nella graduatoria dei paesi con un elevato tasso di popolazione già vaccinata contro il Covid-19. Ad oggi infatti solo 1.721.194 cittadini hanno ricevuto entrambe le dosi. La Campania, in particolare, è al quarto posto nazionale. Qui sono 510.690 gli abitanti fuori pericolo.

“Avevamo organizzato una macchina per arrivare ad avere entro luglio Napoli prima grande città d’Europa Covid-free”, ha dichiarato De Luca. “Volevamo vaccinare per quella data tutti i cittadini di Napoli. Avrebbe avuto un grande valore simbolico, ma, purtroppo, i vaccini non li abbiamo avuti e dobbiamo fare la guerra addirittura per avere la stessa percentuale di vaccini delle altre regioni”. A queste affermazioni segue un amaro “anche su questo il Sud è penalizzato”.

Intanto oggi è stato comunicato che “la Regione Campania nell’ambito delle convocazioni del personale scolastico, procederà a raccogliere le adesioni anche dei docenti residenti in Campania che svolgono la loro professione fuori regione. Nella platea, saranno considerati anche i docenti universitari. Si chiarisce inoltre, che le priorità che saranno seguite nella campagna vaccinale, sono le seguenti: personale sanitario, ultra-ottantenni, categorie fragili e disabili, personale scolastico e forze dell’ordine, servizi pubblici essenziali”.

Ha collaborato Anna Maria Di Nunzio

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