italia zona rosssa nuovo dpcm

Cresce l’allarme per l’emergenza coronavirus in Italia, soprattuto a causa delle varianti. Un nuovo lockdown sarebbe una misura troppo drastica per contenere il contagio, nonostante il parere contrario di molti politici e virologi, però è necessario, da quanto si apprende dal governo, mettere in campo azioni più restrittive.

Il piano del governo è quello principalmente di evitare una terza ondata. Per gli esperti, la soluzione migliore sarebbe quella di instaurare delle zone rosse mirate laddove è più elevata la circolazione delle nuove varianti (inglese, sudafricana e brasiliana) e una spinta alla campagna vaccini usando anche hangar e caserme.

Zone rosse per fermare le varianti

Gli esperti e l’esecutivo stanno lavorando per evitare un nuovo lockdown nazionale come quello di marzo, anche se c’è chi ipotizza che, in caso di peggioramento della situazione epidemiologica, Draghi potrebbe seguire l’esempio della Germania, entrata in un nuovo lockdown.

Quello che sembra più probabile ad oggi è che si continuerà a seguire la strada già tracciata nelle ultime settimane: quella delle zone rosse locali, con misure restrittive mirate alle zone in cui l’incidenza del virus mutato è più alta.

Un nuovo Dpcm

Fino al 25 febbraio resta in vigore il divieto di spostamenti tra regioni, tranne che per motivi di lavoro, studio, necessità e salute. In vista del 5 marzo, invece, quando scadrà il DPCM 14 gennaio, il Governo dovrà mettersi al lavoro per stabilire le nuove regole riguardo coprifuoco, bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri e impianti da sci, la cui proroga ha sollevato il caos.

Le Regioni premono da tempo per la riapertura dei ristoranti a cena nelle zone gialle e a pranzo nelle zone arancioni.

Dove sono le nuove varianti in Italia

Le varianti di Sars-CoV-2 individuate in Italia ad oggi sono tre: inglesesudafricana e brasiliana. Secondo il report dell’Iss, la variante inglese rappresenta il 17,8% del totale dei casi positivi. Questa è diffusa in quasi tutta Italia: in tutte le regioni è stato registrato almeno un caso di variante inglese tranne Valle D’Aosta, P.A. di Trento, Sardegna e Basilicata. Le regioni in cui circola di più, però, sono AbruzzoLombardiaVeneto, Puglia, Umbria e Molise.

continua a leggere su Teleclubitalia.it