Napoli. Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Ciro Caiafa, 40enne ferito mortalmente a colpi di pistola.

Napoli, giallo sull’omicidio di Ciro Caiafa: ucciso mentre si faceva tatuare

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo si stava facendo tatuare quando i sicari hanno fatto irruzione nel suo “basso”, l’abitazione fronte strada di via Sedil Capuano.

I fatti sono avvenuti intorno all’una di notte. Con lui c’era anche G.D.M., tatuatore incensurato di 28 anni. Il ragazzo è stato raggiunto da un proiettile a un fianco ed è stato trasportato al Vecchio Pellegrini, poi i medici lo hanno dimesso questa mattina. Al nosocomio della Pignasecca ci è finito anche Ciro Caiafa: per lui, però, non c’è stato niente dare. Ed è morto poco dopo l’arrivo in ospedale.

Ed è da questi elementi che i carabinieri stanno cercando di ricostruire il retroscena dell’agguanto e soprattutto il movente dei killer.

Chi era Ciro Caiafa

In passato Ciro Caiafa era tra coloro che erano al vertice del clan Terrazzano-Mazzanti del centro di Napoli. Nel 2016 fu arrestato a Barra, da latitante, mentre si nascondeva in casa di una 58enne incensurata.

Originario dei Quartieri Spagnoli, l’uomo si era trasferito nel basso tra Forcella e il quartiere San Lorenzo. Ed era anche padre di Luigi Caiafa, ucciso due mesi fa in via Duomo mentre rapinava tre ragazzi assieme al suo complice, Ciro De Tommaso, figlio di Genny la Carogna.

Il loro scooter, rubato, era stato già segnalato alle forze dell’ordine per diversi episodi del genere. Mentre De Tommaso puntava la pistola nell’abitacolo era piombata una pattuglia in borghese dei Falchi. Uno degli agenti aveva sparato mentre il ragazzo, nella fuga, teneva puntata l’arma verso il collega. Caiafa, raggiunto dal proiettile, morì sul colpo.

 

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