E’ morta ad appena 45 anni G.L., una donna dializzata ma in buone condizioni di salute. Un marito e due figli. Anche lei è finita nell’inferno dell’ospedale Cardarelli. Anche lei ne è uscita chiusa in un sacco verde, diventato il simbolo drammatico delle morti di Covid a Napoli.

Napoli, 45enne muore al Cardarelli: “Non ci assistono. Vedo i vecchietti morire”

L’incubo della 45enne comincia il 2 novembre, quando viene ricoverata presso il più grande nosocomio del Sud Italia. Dieci giorni dopo muore. Così come riporta Il Mattino, era abbastanza serena i primi giorni di ricovero. Mandava messaggi ai familiari e alle amiche, scherzava persino con alcuni video su Tik Tok. Poi la situazione è peggiorata. G.L. è finita prima in terapia pre-intensiva, poi in intensiva, fino al giorno della morte.

La famiglia adesso vuole vederci chiaro e ha depositato una denuncia in Procura. A mettere i brividi è una nota vocale che la donna invia ai familiari nei giorni immediatamente precedenti al decesso quando le sue condizioni sono peggiorate. “Ho paura, non mi assistono, portatemi una cardio aspirina”. Secondo quanto emerso finora dalle indagini, G.L., sarebbe deceduta nelle stesse ore in cui è stato trovato morto l’ottantaquattrenne Giuseppe Cantalupo, nella toilette del pronto soccorso, come ricostruito in un video registrato da un altro paziente.

La 45enne lamenta attraverso gli audio mancanza di assistenza. Il reparto in cui si trova si affolla sempre di più. “Vedo gli anziani morire”, dice in un messaggio spedito alla famiglia. L’ultima nota vocale è del 10 novembre. La voce è incrinata dal dolore e dalla sofferenza: “Portatemi qualcosa”. Poi infine il decesso dopo due giorni. Gli inquirenti adesso proveranno a fare chiarezza e a rispondere ad alcune domande. Resta da chiarire com’è possibile che una donna, in buone condizioni di salute, dopo dieci giorni sia peggiorata al punto da finire in terapia intensiva e morire poco dopo.

continua a leggere su Teleclubitalia.it