Oltre al danno la beffa. E’ quello che pensano in queste ore i docenti e le mamme delle decine di migliaia di studenti costretti a casa dall’ultima ordinanza del governatore Vincenzo De Luca. Infatti in base alla normativa vigente gli istituti scolastici primari e secondari sono chiusi, mentre gli stadi restano aperti e possono accogliere fino a mille spettatori. Una disparità di trattamento che ha fatto andare su tutte le furie i comitati dei genitori scesi in piazza anche oggi in provincia e a Napoli, davanti Palazzo Santa Lucia, per rivendicare il diritto all’istruzione.

Scuole no, stadi sì: scoppia la protesta delle mamme

La decisione di riaprire gli stadi della serie A di calcio, svuotati da troppi mesi, è stata presa dal Governo e dalle Regioni dopo un lungo braccio di ferro con la FGCI e la Lega. La scelta risale a un mese fa. Un’era geologica per l’andamento della pandemia di Covid-19, visto che in trenta giorni la situazione è precipitata, con il progressivo aumento delle ospedalizzazioni e dei ricoveri in terapia intensiva.

Nel frattempo governatori e sindaci sono corsi già ai ripari. Alcuni ricorrendo all’istituzione di zone rosse (Lauro, Arzano). Altri, invece, con l’adozione di provvedimenti restrittivi drastici che riguardano l’intera Regione. Vedi quello sulla scuola che porta la firma di Vincenzo De Luca. L’ordinanza sacrifica addirittura l’istruzione dei ragazzi per frenare la seconda ondata di contagi, con tanto di scontro con il Governo centrale e la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

Resta tuttavia la palese contraddizione, secondo i manifestanti, di tenere aperti le sale da gioco, i centri scommesse o gli stadi. E di garantire così la prosecuzione della serie A nonostante la diffusione del Covid negli spogliatoi. Lo sport e il business del divertimento prima del diritto all’istruzione? Per mitigare la protesta, De Luca ha riaperto l’altro ieri, in serata, gli asili nido. Tuttavia resta il malcontento e la frustrazione degli studenti delle elementari e delle medie, che dovranno restare a casa e proseguire l’anno attraverso la didattica a distanza.



continua a leggere su Teleclubitalia.it