bar dpcm

C’è chi ha già trovato il modo di aggirare le norme contenute nell’ultimo Dpcm, firmato all’una di notte tra il 12 e il 13 ottobre dal Governo. Se infatti nel documento con le norme per evitare il contagio da Coronavirus è stato inserito che i locali devono chiudere entro le 24, mancano le indicazioni per l’orario di apertura. Un barista di Catanzaro Lido ha deciso così di provare ad aggirare la norma: ha chiuso alle 24 e poi ha riaperto dopo 15 minuti.

Il bar che riapre alle 00:15 a Catanzaro Lido

Il primo caso è quello di un barista di Catanzaro Lido. Che chiude il suo locale alle 24 e lo riapre dopo appena 15 minuti. Tanto basta per evitare di infrangere le regole. “L’orario di apertura non c’è”, spiega lui alle forze dell’ordine.

Che, in effetti, non possono intervenire e non hanno fatto chiudere il bar riconoscendo il vuoto normativo. Il titolare, Aldo Manoieri, annuncia inoltre che continuerà a riaprire a mezzanotte e un quarto anche nei prossimi giorni. Almeno fino a che non interverrà il prossimo dpcm che potrebbe cambiare le regole.

A Bologna il bar chiude alle 24 e riapre all’1

Altra vicenda simile viene raccontata dal Corriere della Sera e avviene a Bologna, in un bar vicino alla stazione. “La cosa a cui tengo più di tutte è che non si parli di furiate, truffe o irregolarità.

Il decreto è chiaro e noi lo stiamo applicando, senza infrangere nulla”, racconta Carlotta, titolare del locale. All’ingresso ci sono i cartelli in cui si dice chiaramente che il locale chiude alle 24 e riapre all’1, solamente un’ora dopo.

“Non facciamo niente di vietato”, spiega lei. A Bologna c’è anche l’ordinanza del comune in vigore che vieta la somministrazione di bevande in vetro o lattina dalle 22 alle 6. Il bar, quindi, apre all’1 e vende soltanto panini e colazioni da portar via, garantendo il servizio in stazione. Il bar, difatti, è solitamente aperto 24 ore su 24 secondo quanto previsto dall’autorizzazione.

La titolare spiega ancora: “L’ordinanza del comune è rivolta prevalentemente alla movida, ma noi qui abbiamo esigenze e clientele diverse. Qui non si fanno serate o aperitivi, ma viene gente che di notte lavora o viaggia”.



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