Non voleva ucciderla, ma avrebbe perfino rianimato Maria Paola. Questa la versione della famiglia di Maria Paola Gaglione, la giovane vittima dell’incidente stradale di venerdì sera a Caivano, mentre era a bordo di una moto con il compagno Ciro.

Napoli. Maria Paola uccisa dal fratello, la famiglia lo difende

A causare l’incidente sarebbe stato il fratello, Michele Antonio Gaglione, che li avrebbe inseguiti perché non accettava la relazione tra la sorella e il 22enne uomo trans con cui stava andando in quel momento nella vicina Acerra. Ieri mattina don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, simbolo della lotta contro l’illegalità e la Terra dei Fuochi, si è recato a casa della famiglia di Maria Paola Gaglione, che lui stesso conosceva bene.

Le parole del parroco

“Ho battezzato sia lei che il fratello Michele, che ho anche sposato qualche anno fa”, ha raccontato ai tanti cronisti presenti sul posto, “la famiglia non crede che volesse davvero uccidere la sorella, anzi. Mi hanno spiegato che non ha speronato la moto, ma stava inseguendo il motorino con Paola e Ciro perché voleva convincere la sorella a tornare a casa”. Poi, per cause ancora da accertare, è avvenuta la caduta. Ma il giovane “dopo l’incidente non è scappato via, ma ha provato a rianimarla”, spiega ancora don Patriciello, che ha poi aggiunto: “Penso che lui non fosse comunque preparato culturalmente a vivere questo tipo di relazione della sorella”, ha spiegato don Maurizio Patriciello.

Lo sfogo della madre di Ciro

Intanto sui social si sono scatenate le polemiche: c’è chi accusa il fratello di Maria Paola di aver cercato di uccidere entrambi e chi, invece, lo difende. Su Facebook la madre di Ciro si è lasciata andare ad uno sfogo: la donna ha spiegato che in passato il fratello della ragazza aveva già minacciato di morte suo figlio.

 

 



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