Cos'è lo stato d'emergenza?

Cos’è lo stato d’emergenza? Lo stato di emergenza consente al governo e alla Protezione Civile di usare procedure più snelle per emanare e fare applicare le misure necessarie per contenere un qualche tipo di problema caratterizzato, per l’appunto, da una natura emergenziale. Si può trattare di una calamità naturale, ma anche di problemi di viabilità legati al traffico: uno stato di emergenza infatti può anche riguardare una questione estremamente locale, come un singolo tratto di autostrada in cui sono frequenti gli imbottigliamenti.

Stato di emergenza per Coronavirus

L’attuale stato di emergenza per il coronavirus era stato dichiarato lo scorso 31 gennaio, quindi quasi un mese prima dei primi casi di contagio da coronavirus registrati ufficialmente in Italia. Dato che è una misura con una durata di sei mesi, scadrà il 31 luglio, e per continuare ad avere a disposizione gli strumenti utilizzati finora per contenere e gestire l’epidemia il governo deve necessariamente rinnovarlo per un altro periodo, che probabilmente sarà di nuovo di sei mesi.

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Stato d’emergenza in Italia

Lo stato di emergenza è regolato dalla legge 225 del 1992, che ha istituito il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. All’articolo 5 vengono definite le caratteristiche della misura, che è consentita per «calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo, che in ragione della loro intensità ed estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo».

Lo stato di emergenza è quello che ha permesso al governo di emanare le misure che definivano il lockdown senza passare per l’approvazione delle camere, cosa che ne rallenterebbe enormemente l’applicazione, sfruttando i decreti ministeriali (i DPCM). È evidentemente un grosso potere per il governo, ed è normale e legittimo che il modo in cui viene sfruttato sia oggetto di discussione e critica. Ma è anche l’unico mezzo a disposizione del governo per agire con tempistiche sufficientemente rapide, adattandosi all’evolversi dell’epidemia anche di settimana in settimana, come avvenuto nei mesi di marzo, aprile e maggio. Rapidità che potrebbe diventare fondamentale soprattutto se in autunno la situazione del contagio dovesse nuovamente peggiorare.

Fonte: IlPost



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