Coronavirus picco in Italia: l’esperto di statistiche: “Il picco in Italia è vicinissimo”, l’aumento dei contagi rallenta

Coronavirus picco in Italia: l’esperto di statistiche: “Il picco in Italia è vicinissimo”, l’aumento dei contagi rallenta

Coronavirus, il picco in Italia è vicinissimo. Sono queste le parole di Fabrizio Nicastro, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e fra gli esperti del ‘Gruppo analisi numerica e statistica dati Covid-19, all’Ansa. “Il picco dell’epidemia di coronavirus in Italia è vicinissimo e si presenta molto largo, una sorta di plateau”, ha detto. “Se un’altra regione importante dovesse esplodere – ha rilevato – è chiaro che la curva si rialzerà”.

La situazione continua ad essere critica in tutta Italia. Il Nord è ancora quello che soffre di più con Lombardia in testa. E’ infatti di 2.500 persone l’aumento nell’ultima giornata stando a quando ha detto il presidente della Regione, Attilio Fontana. “Non sono ancora state fatte analisi su quali zone siano più colpite. Non so se è arrivato il picco o se ci è sfuggito qualcosa – ha aggiunto – queste valutazioni spettano ai tecnici, io posso solo dire che personalmente sono preoccupato” ha detto il presidente Fontana. “Noi siamo la Regione che ha fatto in assoluto il maggior numero di tamponi” ha aggiunto il governatore sottolineando che sono state “rispettate le direttive”.

Coronavirus, picco in Italia

Anche secondo l’Oms siamo vicini al picco di Coronavirus in Italia. “In alcune regioni siamo vicini al punto di caduta della curva e quindi probabilmente il picco potrebbe essere raggiunto in questa settimana e poi cadere – ha detto Ranieri Guerra, assistant director general dell’Oms ai microfoni di Radio Capital -. Credo che questa settimana e i primi giorni della prossima saranno decisivi, perché sono i momenti in cui i provvedimenti di governo di 15-20 giorni fa dovrebbero trovare effetto, efficacia. Quello che ci si aspetta dunque è vedere decadere la curva in maniera più rapida nel giro di questi 5-6 giorni”, ha aggiunto l’esperto.

Rallenta intanto ancora l’aumento delle positività al coronavirus in Italia: altre 3.491 quelle riportate ieri. Frena anche l’aumento di decessi, ma superata quota settemila. Quello che ancora preoccupa è l’aumento dei contagi tra i medici.

Nuovo modulo autocertificazione

Intanto è cambiato nuovamente il modulo per l’autocertificazione per gli spostamenti. Franco Gabrielli ha spiegato: “sono state fatte ironie, ma cambiano le disposizioni e noi dobbiamo aggiornare il modulo, anche per intercettare” i quesiti che arrivano dai cittadini. “Ci sono le straordinarie persone che combattono negli ospedali e poi c’è un’altra battaglia che vede impegnati i nostri uomini, quella di spezzare la catena del contagio, perseguendo i furbi, chi con comportamenti sbagliati introduce un vulnus al sistema che può vanificare gli sforzi che si stanno facendo”. ”

Fino al 24 marzo su due milioni e mezzo di cittadini controllati ci sono stati 110mila denunciati” per il mancato rispetto dei divieti. La stragrande maggioranza dei cittadini – ha osservato Gabrielli – è rispettosa dei divieti. C’è però un’altra parte che forse non è consapevole dei rischi o è allergica ai divieti e si comporta in maniera negativa. Io – ha ricordato – nei giorni scorsi avevo sottolineato l’esigenza di misure più efficaci ed il Governo ha fatto un nuovo decreto che, all’articolo 4, introduce un quadro sanzionatorio diverso. I comportamenti scorretti sono sanzionati con l’articolo 452 del Codice penale, che punisce i comportamenti colposi con una pena fino a 12 anni di reclusione”.

Intanto è notizia di oggi che il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli è risultato negativo al tampone per il Coronavirus. Ieri un lieve stato influenzale aveva fatto preoccupare facendo scattare così i controlli con il relativo tampone. Il Dipartimento della Protezione Civile sottolinea che Borrelli “che attualmente continua ad accusare un lieve stato influenzale”. Per questo continuerà a lavorare da casa rimanendo in costante contatto con il comitato operativo e l’unità di crisi.

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