Mugnano, pitone reale aggrappato a un albero fuori a un bar: paura tra i residenti

Mugnano, pitone reale aggrappato a un albero fuori a un bar: paura tra i residenti

Un pitone a Mugnano. E’ la curiosa presenza segnalata ai carabinieri della stazione di Mugnano lungo via Pietro Nenni. Come ha spiegato il passante che si è accorto della stranezza, l’animale, lungo circa un metro e mezzo, se ne stava appollaiato sul ramo di un albero, nei pressi di un bar.

L’intervento dei militari

I militari sono intervenuti immediatamente e, insieme ai vigili del fuoco di Napoli, hanno catturato l’animale. I carabinieri hanno poi riposto il rettile in una scatola di legno compensato. Gli uomini della Benemerita hanno realizzato velocemente la scatola per tenerci l’animale in sicurezza e comunque in modo che potesse respirare. Successivamente sono intervenuti i colleghi del Nucleo C.I.T.E.S. di Napoli i quali hanno riconosciuto l’animale come un “Python Regius”. Il rettile è stato sottoposto a sequestro penale e verrà affidato ad una struttura idonea. Sono in corso le indagini per accertare da dove provenga e per perseguire i responsabili dell’abbandono.

Il pitone reale

Il pitone reale, detto anche pitone palla, per la caratteristica forma che assume se disturbato o intimorito nascondendo la testa tra le spire, è un serpente appartenente alla famiglia dei Pitonidi, originario dell’Africa occidentale, in particolare il suo areale comprende zone del Benin, Camerun, Repubblica dell’Africa centrale, Congo, Democratica Repubblica della Costa D’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone, Sudan del Sud, Togo ed Uganda.

Il carattere difficilmente aggressivo, le modeste dimensioni e le migliaia differenti variazioni genotipiche (dette comunemente Morph) lo rendono un rettile particolarmente indicato per l’allevamento da parte degli amatori, anche se non è consigliato maneggiarli per lungo tempo in quanto risultano essere facilmente stressabili.

Questo potrebbe portare anche a prolungati digiuni. Si nutre principalmente di piccoli roditori come gerboa topi o gerbilli. Può saltare dei pasti (ma non c’è da allarmarsi) nel periodo antecedente alla muta (ecdisi) o nella fase di adattamento alle nuove condizioni di vita se parliamo di un individuo in cattività; talvolta da novembre a marzo smette volontariamente di nutrirsi senza che ciò rechi danno alla sua salute.

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