castellammare stuprata 12enne di gragnano filmato

Sono state ricostruite le fasi choc dello stupro avvenuto lo scorso aprile a Castellammare di Stabia ai danni di una 12enne di Gragnano. A raccontarlo è lei stessa, Francesca (nome di fantasia), durante i colloqui con i pubblici ministeri della Procura del Tribunale dei Minori di Napoli.

Francesca ha occhi grandi, piange, le trema la voce. “Erano in 4 e mentre mi stupravano riprendevano la scena con il cellulare per vantarsi dell’impresa con gli amici”. La piccola ha raccontato anche come è stata tratta in inganno dal branco formato da 4 ragazzini, tutti di Castellammare.

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L’incubo inizia sul lungomare, a Castellammare. La 12enne viene da Gragnano: passeggia insieme ad alcune amiche e cugine. Viene avvicinata da un ragazzo a bordo di uno scooter: “Vuoi venire a fare un giro in motorino? Stiamo facendo una festa in casa”. Lei si fida, scambia qualche chiacchiera, prende un caffé. Poi sale in sella allo scooter e si allontana dal gruppo.

Il ragazzo schizza via a velocità sostenuta, lascia il centro e e si dirige in periferia, in un appartamento isolato. Non c’è nessuna festa. Ci sono tre suoi amici che appena vedono la ragazzina le piombano addosso. La 12enne viene invitata a spogliarsi, ma si rifiuta. Poi viene costretta a farlo, con le minacce e con le botte.

Il branco comincia ad approfittare di lei. Palpeggiamenti, penetrazioni. La stuprano a turno. La ragazzina è indifesa, ma gli stupratori non si fermano. La violentano a turno: il 15enne, il 16enne e i due 14enni. Uno dopo l’altro. E mentre lo fanno, uno dei componenti filma tutto con lo smartphone. Un incubo che la segnerà per sempre. Dopo quella notte, Francesca è rimasta incinta ed è stata proprio questa circostanza ad accendere le attenzioni della mamma, che l’ha poi costretta a raccontare tutto.

Intanto ieri sono state condotte nuove perquisizioni a casa dei componenti del branco, che avrebbero anche fatto pressioni sulla 12enne affinché tacesse sulla notte dell’orrore consumata nell’appartamento. Gli investigatori temono che i filmati girati durante la violenza di gruppo siano finiti in rete e che quello ai danni della ragazzina non sia un episodio isolato.

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