condanna paranza dei bambini

Arrivano le condanne per i boss della Paranza dei bambini di Forcella e dei Decumani. I giudici della corte d’appello hanno inflitto una pena pari a cinque secoli di carcere per i capi del gruppo criminale.

Tra i 42 imputati il giudice ha condannato:

  • Salvatore Amirante a 8 anni,
  • Ciro Brunetti, 12 anni,
  • Manuel Brunetti, 16 anni
  • Salvatore Cedola, 16 anni.

Condannati tutti i baby-boss dei Giuliano.

  • Antonio Giuliano, 16 anni;
  • Cristiano Giuliano, 7 anni;
  • Daniele Giuliano, 6 anni;
  • Giuseppe Giuliano, 12 anni;
  • Guglielmo Giuliano (classe 1991), 14 anni;
  • Guglielmo Giuliano (classe 1994), 11 anni;
  • Luigi Giuliano Junior, 14 anni;
  • Manuel Giuliano, 14 anni e la loro mamma, Carmela De Rosa, a 6 anni.

Viene invece scarcerato un personaggio ritenuto di peso, Vincenzo Sibillo, padre di Emanuele (ucciso un paio di anni fa nel corso di una spedizione in via Oronzio Costa). Seconda corte di appello, viene assolto dall’accusa di traffico di droga e, per effetto degli anni scontati finora, può lasciare la cella.

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Per mesi si sono fronteggiati in una feroce faida di camorra caratterizzata non solo da omicidi cruenti ma anche con ‘stese’, raid con spari in aria per intimidire gli avversari. I gravissimi episodi criminali si collocano nell’ambito della guerra di camorra finalizzata al controllo delle attività criminali (traffico di stupefacenti ed estorsioni) nei quartieri di Forcella, Maddalena e Tribunali. Un primo blitz nel 2015 contro la «paranza dei bimbi» determinò un cruento scontro con la famiglia camorristica dei Buonerba, vicina al clan Mazzarella (quello che la paranza era riuscita a cacciare dalla «Duchesca», da Forcella e dalla Maddalena), la quale voleva approfittare della «pulizia» fatta dalle forze dell’ordine per imporsi ed eliminare a colpi di pistola ciò che rimaneva delle famiglie Sibillo, Giuliano, Brunetti e Amirante.

Complessivamente sono 41 le condanne di cui ben 18 con riduzione di pena rispetto al primo grado di giudizio mentre 14  sono le assoluzioni. E c’è  pure qualche scarcerazione. Tra i beneficiari dello ‘sconto’ c’è anche Pasquale Lino Sibillo, fratello di Emanuele,  che poi  come indicato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli aveva preso in mano le redini del gruppo.

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