Palazzo degli orrori di Caivano, l’inchiesta si allarga. Chiesta la riesumazione del corpo di Antonio

Palazzo degli orrori di Caivano, l’inchiesta si allarga. Chiesta la riesumazione del corpo di Antonio

Caivano. Abusi sui minori ed omertà. Si allarga l’inchiesta sul palazzo degli orrori del Parco Verde. Dopo l’arresto di Raimondo Caputo, accusato dell’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, si indaga su chi sapeva e non ha parlato – proteggendo l’orco – e sull’aggressione dello stesso Caputo nel carcere di Poggioreale.

Non solo. E’ stata infatti chiesta la riesumazione del corpo del piccolo Antonio Giglio, morto a 4 anni il 27 aprile 2013 nello stesso modo, e nello stesso stabile, in cui un anno dopo è morta Fortuna. La giustizia deve “Arrestare tutti’ i responsabili”, ha detto l’avvocato Angelo Pisani, legale dei nonni e del padre della piccola Fortuna. “Siamo solo alla prima pagina di un libro di orrore, violenza, degrado e criminalità mia letto prima ed inimmaginabile”. Pisani dice poi di non credere al fatto che l’omicidio di Fortuna abbia come unico responsabile.

Dunque l’indagine si potrebbe allargare ad altri inquilini di quello che viene definito il ‘palazzo dell’orrore’. Iscritti nel registro della Procura – come apprende l’agenzia Ansa – i due inquilini cui sono stati contestati i reati di false dichiarazioni al pm e favoreggiamento, per aver depistato le indagini sin dai primi momenti successivi alla morte di Fortuna. Due aspetti dell’inchiesta strettamente collegati, perché – secondo gli inquirenti – è probabile che qualche altro residente nel palazzo abbia fatto qualcosa di più che sviare le indagini.

Gli elementi certi – a giudizio degli investigatori – riguardano la presenza di più presunti pedofili nello stabile: oltre alla situazione di Caputo, già in carcere per abusi sessuali, c’è la vicenda riguardante Salvatore Mucci, ovvero colui che per primo soccorse Fortuna e la pose in auto agonizzante per accompagnarla in ospedale. Mucci è stato arrestato nel dicembre 2014 per abusi sessuali sulla figlia di 12 anni; pochi mesi dopo toccò alla compagna, accusata dello stesso reato. C’è poi la stessa compagna di Caputo già da mesi agli arresti domiciliari per concorso in abusi sessuali ai danni di una delle tre figlie, in quanto avrebbe sempre assistito al violenze del convivente senza denunciare nulla. In totale sono almeno cinque i bimbi dello stabile vittime di abusi. Un vero e proprio giro di pedofili che potrebbe aver coperto le responsabilità dell’omicidio Fortuna, e un anno prima, quelle sulla morte di Antonio Giglio, figlio della compagna di Caputo, caduto dal settimo piano del palazzo. Gli inquirenti sarebbero intanto vicini all’identificazione dei responsabili del lancio della molotov verso la finestra della compagna di Caputo.