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“A Giugliano in Campania e in alcuni comuni confinanti continua la supremazia del clan Mallardo”, così la relazione della Dia, Direzione investigativa antimafia, inquadra la camorra nella terza città della Campania. Una supremazia forte in molti settori, resa ancora più salda dall’alleanza con i Licciardi e i Contini Bosti, con i quali formano la temuta alleanza di Secondigliano.

Relazione Dia: clan Mallardo anche a Villaricca

I Mallardo hanno saldi rapporti anche con i clan limitrofi ovvero i Polverino e Nuvoletta di Marano di Napoli, con le famiglie Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca e nel casertano con i casalesi in particolare con la fazione Bidognetti. Ma non solo. La piovra giuglianese ha esteso i suoi tentacoli in varie regioni d’italia con attività di riciclaggio in Emilia-Romagna, Abruzzo, Lazio, Toscana, Molise e Basilicata. Ramificazioni dimostrate dalle numerose interdittive antimafia che hanno colpito società a loro riconducibili.

Nel gruppo tanti colletti bianchi da commercialisti a imprendortiri edili ma la a cosca non si occupa solo di riciclaggio ed estorsioni. I Malladro hanno mostrato una spiccata capacità di infiltrazione nella pubblica amministrazione, negli appalti pubblici. In quest’ambito è coinvolto il Comune di Villaricca, sciolto per camorra. Nel piccolo comune è stato dimostrato che 203 su 360 negli ultimi 5 anni erano stati affidati a 14 imprese ritenute vicine ai Mallardo e Ferrara-Cacciapuoti. Appalti affidati dopo “una costante sollecitazione da parte della componente politica per l’affidamento di lavori a tali ditte”. Insomma un clan potente ricompostosi anche grazie ad alcune scarcerazioni eccellenti dell’ultimo periodo. 

Campania, nella relazione Dia camorra a due facce. L’organigramma dei clan

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