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Aumentano le tensioni militari sul fronte ucraino. Secondo il ministro della Difesa, Oleksii Reznikovle, sarebbero ora 140mila i soldati russi dislocati a ridosso delle frontiere. Un’armata capace di invadere un intero Paese. All’alleanza Atlantica, guidata dagli Stati Uniti, teme un’escalation del conflitto da qui alle prossime settimane.

Ucraina, aumentano i militari russi al confine

Mentre cresce il contingente russo alle porte dell’Ucraina e le navi dal Baltico raggiungono il Mar Nero, Kiev ha reagito alla minaccia di Mosca intensificando le esercitazioni militari con l’impiego di droni armato e razzi anti-carro forniti dagli Stati Uniti. Anche la Gran Bretagna ha dislocato mille uomini sul confine orientale per scoraggiare l’attacco russo. Al momento i tentativi diplomatici di raffreddare le tensione si sono rivelati vani. Nella mattinata di oggi, l’incontro tra il Ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov e la controparte britannica, Liz Truss, non ha prodotto risultati e conferma la sensazione di “dialogo bloccato” tra i due fronti.

Durante l’incontro Lavrov ha ribadito che la Russia «non intende invadere l’Ucraina», mentre la ministra britannica ha chiesto che questa affermazione sia «seguita da azioni». «Non vedo altre ragioni per avere 100mila soldati ammassati al confine con l’ Ucraina, a parte voler minacciare l’Ucraina. Se la Russia fa sul serio in termini diplomatici deve spostare quelle truppe e desistere dalle minacce» ha detto. Immediata la risposta di Lavrov «Sfortunatamente i nostri tentativi di spiegazione sono stati accolti da orecchie sorde – ha detto alla Bbc – o le nostre controparti non sono al corrente dei fatti o li ignorano deliberatamente».

La Gran Bretagna ammette: “Guerra possibile”

Di fronte al fallimento della strada diplomatica, la Gran Bretagna si prepara al peggio. Ha posto così mille uomini in stand by così da poterli dispiegare a rinforzo del fianco est della Nato in caso di invasione dell’Ucraina. I funzionari britannici temono un “disastro umanitario” con la diaspora di almeno 1,5 milioni di profughi pronti a lasciare il Paese se la Russia decidesse di occupare Kiev. Il primo ministro britannico Boris Johnson non sottovaluta l’ipotesi del conflitto armato. «È possibile, non voglio escluderlo» ha detto alla stampa aggiungendo che questa è la «più grande crisi per la sicurezza» che l’Europa si trova ad affrontare «da decenni»

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