Potrebbe presto allargarsi la platea di vaccinandi con la terza dose ad altre fasce d’età. Ieri il ministro per la Salute, Roberto Speranza, ha fatto sapere, durante un intervento alla Camera, che si valuterà la terza dose del vaccino “eventualmente anche per altre categorie che oggi sono fuori”.

Terza dose, il Governo valuta di somministrarla ai cinquantenni

Quindi non solo verrà somministrata ai residenti nelle Rsa, personale sanitario, fragili di ogni età e ultrasessantenni, ma c’è la possibilità che la terza dose venga destinata anche ad un’altra fetta della popolazione, come quella dei cinquantenni. 

Ma, prima di procedere, serve il parere positivo del Cts. “La tempistica sulla quale si sta ragionando è di prevedere l’allargamento della platea di coloro che dovranno ricevere il booster tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo anno“, spiega il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, secondo il quale si può “guardare a fine anno come limite temporale in cui si può arrivare al 100% delle capienze che ancora non sono arrivate a questa percentuale”.

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Tamponi

Intanto, è in costante aumento il numero di tamponi effettuati da farmacie e laboratori di analisi. Secondo Federfarma, due giorni fa sono stati processati in Italia oltre un milione di test di cui circa 200mila sono tamponi molecolari e circa 800mila sono invece antigienici rapidi. 

La maggior parte dei test rapidi – almeno due terzi – è stata fatta in farmacia, mentre la restante parte è stata eseguita nelle strutture pubbliche. Per questo la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) ha chiesto di poter mantenere aperte le farmacie oltre l’orario di lavoro e anche nei giorni previsti di chiusura. Richiesta di cui si è fatto portavoce il commissario Figliuolo, che ha chiesto alle Regioni di agevolare le farmacie.

La Federazione assicura che i farmacisti “sapranno sfruttare queste opportunità per rendere un servizio ancora più efficace ed efficiente”. L’adesione da parte delle farmacie, spiega Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, “sarà su base volontaria e le farmacie che vorranno aderire devono comunicarlo alle aziende sanitarie locali e all’amministrazione comunale”

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