A fine dicembre scade lo stato di emergenza e anche l’uso esteso del Green pass in Italia. Secondo quanto emerge da fonti governative, l’Esecutivo inizia a ragionare sull’estensione temporale dell’obbligo di esibire il Qr code sul posto di lavoro. 

Stato di emergenza e green pass verso la proroga

A confermare quella che sembra più di una semplice ipotesi è il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri: “Dobbiamo procedere con le terze dosi. Una volta raggiunto il 90% delle persone vaccinate conteniamo l’avanzata del virus ma dobbiamo completare l’opera, cercando bene le varianti. Abbiamo già fatto tanta strada negli ultimi 6 mesi. Io credo che 3 mesi” di proroga di stato d’emergenza ”siano ragionevoli. Parlo da medico, non da politico”.

Il Governo sta lavorando anche su un’eventuale proroga dello stato d’emergenza per altri due mesi. Ma stavolta dovrà farlo con una norma primaria in quanto non è più possibile prorogare tramite il semplice passaggio del Consiglio dei Ministri.

Le ipotesi principali sul tavolo sono al momento due: un’estensione fino a primavera dello strumento attuale oppure l’estensione fino all’inizio dell’estate per poi modularlo e lasciandolo obbligatorio per un numero sempre minore di categorie professionali. 

Smart working

Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha dichiarato di puntare al ritorno in presenza dei dipendenti pubblici, consentendo di rimanere in lavoro dall’esterno degli uffici a una quota non superiore al 15%.

Le mascherine

Alla scadenza dei decreti bisognerà rivedere anche tutte le misure in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19 e decidere quali prorogare. Attualmente al chiuso è previsto l’obbligo di mascherine e, in alcuni luoghi, anche il distanziamento ed è molto probabile che entrambe le regole saranno confermate.

Viaggi all’estero

Lo stato di emergenza incide anche sui viaggi dall’estero e per l’estero. Se la misura dovesse essere prorogata, allora il governo può prendere provvedimenti in grado di restringere l’ingresso nel Paese da parte di cittadini di altri Stati ma anche di limitare il turismo dall’Italia verso paesi esteri considerati a rischio pandemico.

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