I 300 napoletani, tra cui anche bambini e anziani, bloccati in un hotel a Sharm el Sheik sono – finalmente – ripartiti. Ieri sera, dopo le 21, sono atterrati all’aeroporto di Capodichino dopo tre giorni d’inferno.

Sharm, malori e ricoveri: il bilancio dei 300 napoletani bloccati per 2 giorni

La loro partenza – prevista per lunedì – è stata rimandata a causa di un guasto ad un aereo della Wizz Air. Dopo l‘annullamento del volo, i turisti hanno soggiornato in una struttura alberghiera a spese della compagnia aerea low cost ungherese.

Ed è qui che è cominciata l’odissea di centinaia di napoletani: l’hotel in questione, secondo la testimonianza dei vacanzieri, è dismesso da tempo. Le stanze erano sporche, la moquette è sollevata dal pavimento, in alcuni bagni mancava perfino lo scarico a parete. Scarafaggi, insetti e topi circolavano liberamente tra le camere e i corridoi dell’albergo. E lavarsi, secondo i turisti, è stato impossibile: dai rubinetti usciva acqua scura. A conferma delle testimonianze dei viaggiatori, ci sono i numerosi filmati apparsi in queste ore sui social che documentano la struttura fatiscente e le scarse condizioni igieniche dell’hotel.

Alcuni turisti hanno accusato malori, a causa delle alte temperature. Una signora ha perso i sensi dopo essere scesa da un pullman ed è stata subito soccorsa dagli altri turisti. Un bambino, invece, è finito in ospedale per disidratazione. I genitori hanno speso 600 euro per fare accedere il loro figlio alle cure mediche del nosocomio egiziano.

Sulla vicenda sono stati informati il console italiano e la Farnesina; si è attivato anche il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli – dopo aver decine di segnalazioni dai vacanzieri rimasti bloccati in Egitto – che ha provveduto ad avvisare le autorità competenti. Ed è stato proprio Borrelli a comunicare l’arrivo dei 300 passeggeri, dopo mille peripezie, nel capoluogo partenopeo.

 

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