rissa villaricca bomba caivano editoriale

Questa domenica ci sono fin troppi temi che meritano una riflessione.

La rissa

Mi hanno impressionato le immagini della rissa alla Lanterna. L’8 marzo è una giornata in cui ricordiamo i diritti che le donne non hanno. Non una festa nella quale si brinda con le amiche per una notte di libertà. Nell’antica Roma i padroni concedevano agli schiavi delle giornate di festa dove era loro concesso di mostrarsi liberi. Le donne alla Lanterna mi hanno ricordato molto questo. Vessate ed umiliate per 364 giorni una sera l’anno si concedono ogni libertà. Il trash e la maleducazione hanno fatto il resto dando origine alla rissa. Abbiamo tanto lavoro da fare. In tutti i ceti sociali. Ieri quando mi sono alzato per fare la cucina durante una cena tra amici gli altri maschi mi hanno detto: “Ci fai fare brutta figura”.

La bomba

Una bomba carta è scoppiata a Caivano nel Parco Verde di fianco la chiesa di Don Patriciello. Biagio Chiariello, comandante della polizia municipale ad Arzano ha ricevuto in dono un manifesto di morte. Nell’area Nord assistiamo da mesi ad un escalation del potere criminale. La camorra rigurgita bombe e intimidazioni. La verità è che stanno perdendo: c’è sempre più gente che alza la testa, sempre più gente che sta dall’altra parte. Vorrebbero colpire dei simboli per far tacere tutti. Siccome sono stupidì e rozzi non sanno che facendo così si mostrano per quello che sono. Camorristi di serie B. Dall’altro lato dell’area Nord invece tra Giugliano e Marano anche grazie al boom dell’edilizia i clan stanno ricostruendo il loro potere. Più mafioso e silente. Meno violento ma molto, molto più insidioso.

48 milioni

A Giugliano si discute da alcune settimane del più grande investimento mai fatto dallo Stato da queste parti: 48 milioni di euro per ampliare lo Stir e costruire un impianto di compostaggio. Lo Stir è l’impianto che produce le balle. Grazie a questo investimento potrebbe far aumentare i numeri del riciclo a danno di quelli inceneriti ad Acerra. Al di là del “Perché sempre a Giugliano?”, (domanda più che legittima), l’amministrazione comunale (tutta: maggioranza e opposizione) ha dimostrato di essere incapace di avere una linea politica definita. Si cambia idea assecondando gli umori dei social senza avere una propria progettualità di fondo. Si parla molto ma si discute poco. Così come è accaduto per l’altro impianto, quello di Ponte Riccio, per Taverna del Re, si fa molta melina. Troppa. La verità è che costruire questi due impianti, uno di fianco all’altro, non è solo uno spreco di risorse ma il corto circuito finale di un sistema che nessuno è in grado di gestire: Città Metropolitana e Regione. Alle loro incapacità c’è sempre una risposta: Giugliano.

continua a leggere su Teleclubitalia.it