Potrebbe esserci la criminalità organizzata dietro la rapina alla filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, al Vomero, messa a segno lo scorso 16 aprile. È una delle ipotesi al vaglio degli investigatori dopo che il fascicolo sull’assalto è stato affidato al pool anticamorra.
A riportare gli sviluppi dell’inchiesta sono questa mattina Il Mattino e La Repubblica. L’attenzione investigativa si concentrerebbe in particolare sulla complessità dell’organizzazione necessaria per preparare ed eseguire il colpo.
Rapina al Vomero, oltre 40 cassette di sicurezza svaligiate
Secondo la ricostruzione investigativa, la banda avrebbe agito seguendo un piano preparato nei dettagli e con una precisa divisione dei compiti. Durante l’assalto furono svaligiate oltre quaranta cassette di sicurezza, mentre decine di clienti presenti nella filiale vennero tenuti in ostaggio.
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta riguarda la via di fuga. I rapinatori sarebbero riusciti ad allontanarsi utilizzando la rete fognaria e alcuni cunicoli che sarebbero stati preparati nei mesi precedenti. Il percorso avrebbe consentito alla banda di raggiungere un’area compresa tra Stella e San Carlo. Gli investigatori starebbero verificando anche la possibilità che i rapinatori siano poi sbucati all’interno di un condominio privato.
L’ipotesi di collegamenti con ambienti camorristici
Proprio la complessità logistica dell’operazione avrebbe spinto gli inquirenti ad approfondire eventuali collegamenti con ambienti della camorra.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un possibile sostegno della criminalità organizzata nella preparazione del colpo, sia dal punto di vista logistico sia per un eventuale finanziamento dell’operazione. Al momento si tratta di piste investigative che dovranno trovare riscontro nel prosieguo delle indagini.
La pista del basista
Sotto esame ci sarebbe anche la figura di un possibile basista, una persona apparentemente insospettabile che potrebbe aver fornito alla banda informazioni dettagliate sugli spazi interni della filiale e sul suo funzionamento.
Gli investigatori starebbero inoltre verificando l’eventuale presenza di altri complici. Non sarebbe esclusa, tra le piste prese in considerazione, la possibilità di appoggi sia all’esterno della banca sia tra le persone presenti durante l’assalto. Alla rapina avrebbero partecipato complessivamente tra le dodici e le quindici persone, suddivise in diversi gruppi e coordinate attraverso ricetrasmittenti.
Un’organizzazione articolata, dunque, che avrebbe richiesto mesi di preparazione e una conoscenza approfondita dei luoghi. Elementi sui quali adesso si concentra l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, chiamata a chiarire se dietro uno dei colpi più complessi messi a segno in città negli ultimi mesi possa esserci stato anche il sostegno della criminalità organizzata.





