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Un esercito di candidati per 500 posti da netturbino a Napoli. Alla Mostra d’Oltremare, ieri, per le tre prove che si svolgeranno da oggi fino al 30 settembre, c’erano migliaia di persone, molte delle quali diplomate e laureate. Il concorso si trasforma così in uno spaccato sociale sulla crisi del lavoro.

Napoli, in 1200 tra avvocati e laureati al concorso da netturbino: “Devo lavorare”

Una batteria di 50 domande a risposte multipla per sperare in un posto fisso. E’ la prova a cui si sono sottoposti ieri i 26mila candidati al posto da operatore ecologico dell’Asia, l’azienda incaricata della raccolta rifiuti a Napoli. A balzare all’occhio, però, è il titolo di studio di molti concorrenti. Tra di loro, sebbene il bando richieda la sola licenzia media, ci sono laureati e persino avvocati, che hanno deciso di abbandonare la libera professione per un impiego più sicuro e meglio retribuito. Sono 1232.

“Qualche amico si è sorpreso, ma la mia professione è in crisi e questo concorso per me è abbordabile“, dice a Repubblica Napoli Maria Marasca, 45 anni. E non è l’unica. C’è anche Nunzia, che ha lavorato in Asia come lavoratrice interinale addetta allo spazzamento. 38 anni, vanta una laurea in giurisprudenza. “Non è il lavoro dei miei sogni – ammette a Repubblica Napoli – Ma questa città non offre sbocchi diversi, le provi tutte pur di non andare via da Napoli. Ho un figlio disabile e fare l’avvocato non mi consentirebbe di dedicargli tempo. “All’inizio mi vergognavo ma poi mi sono fatta apprezzare e l’azienda ci tratta bene”

Anche diplomati

Non solo laureati, però. Sono circa 10mila i diplomati. Persone che non hanno trovato al momento uno sbocco lavorativo stabile. C’è chi fa il precario presso un’azienda di cosmetici, chi con una partita Iva ha lavorato nel mondo delle assicurazioni, chi nel settore della ristorazione o del turismo come stagionale.  Anche l’età ha il suo peso: oltre il 10% dei concorrenti, vale a dire 2.731 iscritti, ha un’età superiore ai 50 anni.

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