“Possiamo vedere un’altra tempesta in arrivo”. A lanciare il nuovo allarme sulla diffusione della variante Omicron è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che spiega nella nota del direttore dell’Ufficio regionale dell’Oms, Hans Kluge, per fare il punto sugli ultimi aggiornamenti legati alla variante sudafricana.

Ennesima minaccia per il Vecchio Continente?

L’esperto della massima autorità scientifica mondiale ci va giù duro sottolineando la velocità con la quale la variante Omicron si sta diffondendo nel mondo: “Dalla sua identificazione, 27 giorni fa questa variante di preoccupazione è stata rilevata in almeno 38 dei 53 Stati membri della Regione europea dell’Oms. E anche se su questo ceppo ci sono ancora numerose domande senza risposta, è prevedibile che Omicron possa diventare la variante dominante in circolazione nell’intera regione. L’enorme volume di nuove infezioni potrebbe portare a più ricoveri e a interruzioni diffuse dei sistemi sanitari e di altri servizi critici. Nonostante il successo della campagna vaccinale nel Vecchio Continente i contagi sono superiori del 40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In particolare, i guariti da Covid hanno da 3 a 5 volte più probabilità di essere reinfettati da Omicron rispetto a Delta”.

Il quadro che emerge dagli appelli dell’Oms conferma da una parte la posizione dell’Istituto Superiore di Sanità che nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme in Italia rimarcando la diffusione, e sottolineato dal premier Draghi in conferenza stampa, della variante sudafricana. Dall’altra parte consolida le intenzioni del governo nel mettere in campo nuove restrizioni per salvaguardare le festività natalizie.

 

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