Ancora un’alba di paura a Kiev. Violente esplosioni – almeno tre – sono avvenute verso le 5 in una zona residenziale della Capitale ucraina. Ci sarebbero già almeno due morti.

Kiev, esplosioni nel cuore della Capitale: colpito un edificio, almeno 2 morti

Ad essere colpito è stato un palazzo di dieci piani. Poco prima le sirene erano tornate a suonare ed era scattato l’allarme anti aereo. Anche a Kharkiv sono state segnalate esplosioni in città.

L’ennesima notte di bombardamenti apre il ventesimo giorno di guerra, nel quale i rappresentanti di Russia e Ucraina si incontreranno ancora (in videoconferenza) per cercare di trovare un accordo che metta fine al conflitto. I rappresentanti di Kiev continuano a rinnovare la richiesta di un immediato ‘cessate il fuoco’ e del ritiro delle truppe russe dal loro territorio.

La Cina invita ancora alla “massima moderazione” nella gestione della crisi, sottolineando l’importanza di proteggere i civili e di prevenire una crisi umanitaria su larga scala.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel frattempo, ha presentato un disegno di legge per estendere la legge marziale nel Paese per altri 30 giorni mentre il governo ha lanciato un sito per raccogliere donazioni in bitcoin e altre valute virtuali a supporto dell’Ucraina contro l’invasione russa e incanalare le risorse alla banca centrale ucraina.

“In 19 giorni l’esercito russo ha avuto più soldati morti che nelle due sanguinose guerre in Cecenia” ha detto Zelensky in un discorso diffuso online, prima di rivolgersi ai militari russi (parlando in russo): “Vi offro una scelta: a nome del popolo ucraino, vi diamo la possibilità di vivere. Se vi arrendete alle nostre forze militari, vi tratteremo come devono essere trattati gli esseri umani: con dignità. Il modo in cui non siete stati trattati dal vostro esercito. E il modo in cui il vostro esercito non tratta la nostra gente. Scegliete”. “Sono grato a quei russi – ha aggiunto – che non smettono di cercare di divulgare la verità, che stanno lottando contro la disinformazione e raccontano fatti reali ai loro amici e alle loro famiglie. Personalmente sono grato a quella donna che è andata nello studio di Channel One con un cartello contro la guerra”.

Lei si chiama Maria Ovsiannikova ed è una dipendente dell’emittente. E’ stata arrestata, ma è ricomparsa con un video pre-registrato nel quale attacca ancora più duramente il regime spiegando che in Russia sono stati tutti “zombificati”.

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