Le intercettazioni che vedono coinvolto Luigi Cesaro “sui molteplici interessi tra pubblica amministrazione e organizzazioni camorristiche non sono, per le presenti contestazioni, utilizzabili”, quindi, “alla luce di questo fondamentale deficit le annotazioni acquisite risultano mute, silenti e prive di qualsiasi significato”. 

Intercettazione inutilizzabili anche per i giudici: le motivazioni dell’assoluzione di Cesaro

La prima sezione penale del Tribunale di Napoli Nord, anticipa il Mattino, ha di fatto confermato che quelle conversazioni telefoniche raccolte, nell’ambito delle indagini su un presunto voto di scambio nel periodo tra maggio e giugno 2015 quando in Campania si tennero le elezioni regionali, sono inutilizzabili.

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In relazione agli appuntamenti tra gli imputati, secondo il giudice, “si assiste solo a semplici incontri, alcuni dei quali di presumibile matrice politica (anche presso la sede regionale di Forza Italia), di totale irrilevanza penale”. 

La prima sezione penale del Tribunale Napoli Nord ha dunque così motivato la sentenza emessa il 17 settembre 2021 con la quale ha assolto, dall’accusa di compravendita di voti, il senatore Luigi Cesaro, suo figlio Armando, i due fratelli del parlamentare Aniello e Raffaele.

Inoltre, sempre secondo il giudice, “nessuno dei reati per i quali si procede consente … la sottoposizione ad intercettazione di conversazioni ambientali e telefoniche”. Per questo motivo il giudice ha ritenuto che “alla luce del quadro istruttorio non vi sia sufficiente prova per affermare la responsabilità degli imputati”. 

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