emergenza rom

Dopo 30 anni qualcosa nel mondo Rom cambia: «Negli ultimi 60 mesi il 37% dei rom è uscito autonomamente dalle baraccopoli, gli insediamenti formali ovvero i “campi” sono calati da 148 a 109 in italia solo un rom su 10 vive nei campi» È la buona notizia del 6° Rapporto di Associazione 21 luglio, 102 pagine di analisi, dati e tabelle che fotografano l’emergenza abitativa dei rom in Italia. i rom senza casa in Italia, cioé che vivono nelle baraccopoli, autorizzate o no, erano 28 mila nel 2016, e sono calati costantemente fino ai 17.800 di quest’anno. Di questi, 11.300 sono nei 109 insediamenti formali, altri 6.500 in insediamenti abusivi, di solito esito di sgomberi forzati. 

Tutte buone notizie però non per Giugliano e il nostro territorio: nell’area a Nord di Napoli vivono in insediamenti abusivi il numero più alto di Rom in Italia: sono meno di 2000 nel meridione ed un terzo di questi vivono solo a Giugliano: più di 600, che si classifica come la città italiana con il più alto numero di Rom che vivono in luoghi “non formali” della penisola dopo Napoli.Si badi bene, Giugliano non è la città con più Rom ma quella che più di tutte non ha sistemato queste popolazioni in luoghi adeguati. Cosa a cui ora si cerca di porre rimedio con il progetto Abramo.

Il tema rom nasce da lontano: l’Italia storicamente registrava una presenza di rom italiani arrivati a partire dal XV secolo: rom abruzzesi, celentani, basalisk, pugliesi e calabresi. Più i sinti, divisi in 9 macrogruppi. Poi, con la scomparsa di Tito nel 1980 e la dissoluzione della Jugoslavia tra 1991 e 2001, cambia tutto e nascono centinaia di campi di quelli che dovevano essere profughi di guerra ed invece finiscono nelle baracche. 

Dunque un approccio speciale verso i Rom? Per l’associazione è quanto di più sbagliato ci possa essere: per loro il superamento dei campi rom in Italia «deve abbandonare l’approccio etnico delle leggi ad hoc e delle politiche speciali, ma affrontare il problema dell’emergenza abitativa senza distinzioni etniche: in Italia riguarda circa 50 mila persone tra rom, immigrati e italiani»

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