Il mercato della droga cambia e sempre più spesso si adatta alle esigenze dei clienti, quasi come una vera attività commerciale. È quanto emerge dall’analisi dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli: dall’inizio del 2026 sono 175 gli arresti in flagranza per droga, oltre cento le persone raggiunte da misure cautelari.
Tra i casi più singolari quello di Marano, dove alcuni pusher arrivano ad avere veri e propri “pacchetti clienti”: contatti abituali che, in caso di arresto dello spacciatore, possono essere trasferiti al suo sostituto. C’è chi telefona al cliente che non compra da tempo e chi offre piccoli vantaggi a chi porta nuovi acquirenti. A Melito, invece, resistono le piazze di spaccio tradizionali, come quella del Parco Monaco, accanto a sistemi di vendita più dinamici.

Ma il mercato assume forme diverse in tutta la provincia. Al Rione Traiano sono state scoperte anche “stanze del buco”, dove la droga veniva consumata sul posto. A Procida le informazioni possono circolare attraverso gruppi WhatsApp, mentre a Capri camerieri, tassisti o receptionist possono diventare intermediari tra spacciatori e turisti. A Torre Annunziata e nei Monti Lattari emerge un fenomeno ancora diverso. Le piazze fisse tendono a scomparire e prevalgono le consegne. Un mercato che cambia volto, dunque, seguendo abitudini, disponibilità economiche e perfino le paure di chi compra.







