Si chiude il rapporto tra il Comune di Giugliano e il concessionario della piscina comunale di Campopannone-Epitaffio. Con una determina dirigenziale della dirigente Angela Caprio l’Ente ha disposto la risoluzione del contratto, al termine di un procedimento nel quale sono state contestate diverse inadempienze nella gestione della struttura.
Il punto principale riguarda i canoni concessori che, secondo quanto riportato negli atti comunali, non sarebbero mai stati versati, neppure parzialmente, dalla consegna dell’impianto, avvenuta il 27 marzo 2020.
La contestazione sui canoni: oltre 337mila euro
Per il periodo di sei anni compreso tra il 27 marzo 2020 e il 26 marzo 2026, il Comune quantifica inizialmente i canoni in 449.804,52 euro. Da questa cifra Palazzo di Città sottrae 112.451,13 euro, relativi complessivamente a 18 mesi nei quali l’attività è rimasta sospesa per circostanze considerate non imputabili al concessionario: dieci mesi legati all’emergenza Covid e altri otto mesi per i lavori straordinari eseguiti sulla struttura.
Il debito contestato scende così a 337.353,39 euro, al quale, secondo la determina, vanno aggiunti gli ulteriori canoni maturati successivamente e non versati. Nell’atto viene evidenziato che, nonostante le diffide, alla data del provvedimento continuerebbe a persistere la situazione debitoria. Il Comune sostiene infatti che dalla consegna dell’impianto fino all’adozione della determina il concessionario non abbia effettuato «alcun pagamento di somme a titolo di canone concessorio, nemmeno in misura parziale o ridotta». A questo si aggiungerebbe la presenza di canoni idrici pregressi non pagati relativi all’impianto, per i quali sarebbe stato attivato uno specifico procedimento che coinvolge il Settore Finanziario e Tributi e la concessionaria Publiservizi.
La società contesta: «I canoni non sono dovuti»
Di segno opposto la posizione del Raggruppamento temporaneo di imprese concessionario, che nelle proprie controdeduzioni sostiene di non dovere alcuni dei canoni richiesti dal Comune per gli effetti dell’emergenza Covid e per criticità e malfunzionamenti degli impianti. Ma il contenzioso economico non rappresenta l’unico elemento alla base del provvedimento. Tra le inadempienze contestate dal Comune figura infatti anche la mancata presentazione delle rendicontazioni annuali degli incassi effettivamente realizzati dalla piscina in ciascuno dei sei anni di affidamento.
Negli anni sono state numerose anche le lamentele degli utenti sulla gestione dell’impianto comunale. Oggi dunque risultano una serie di contestazioni, a cui si aggiungono degli abusi riscontrati all’interno dell’impianto, che ha quindi portato l’amministrazione comunale a interrompere il rapporto concessorio per la piscina di Campopannone-Epitaffio, aprendo adesso una nuova fase per il futuro della struttura e della sua gestione.







