Una folla silenziosa e commossa si è radunata dalle 11 del mattino a Nola per stringersi attorno a Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo. Nel Duomo della città bruniana si sono celebrati, nel pomeriggio, i funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bambino che nelle ultime settimane era diventato, come ha ricordato il vescovo, “il figlio di tutti”. Applausi e lacrime all’uscita del feretro sul sagrato del Duomo sulle note di “Guerriero” di Marco Mengoni.
In migliaia ai funerali del bambino morto al Monaldi
Già dalla mattina la città si era raccolta attorno al dolore della famiglia. In tanti – adulti e giovani – hanno indossato una t-shirt realizzata per l’occasione: sul davanti l’immagine di Domenico che stringe tra le mani un orsacchiotto di peluche, la fotografia che in questi giorni ha fatto il giro del Paese. Sotto quella foto, poche parole: “Il nostro guerriero”.
Anche il mondo dello sport ha voluto far sentire la propria vicinanza. La Società Sportiva Calcio Napoli, che sabato scorso era scesa in campo a Verona con il lutto al braccio, ha inviato una corona di fiori in segno di cordoglio. Nel primo pomeriggio sono arrivate anche le autorità. Alle 14.30 hanno raggiunto il Duomo il vescovo di Napoli Mimmo Battaglia e il presidente della Regione Campania Roberto Fico. Poco prima delle 15 è giunta anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accolta dal prefetto di Napoli Michele Di Bari, che subito si è diretta ad abbracciare mamma Patrizia e papà Antonio. Alle 15 in punto ha avuto inizio la funzione religiosa. Il coro ha accompagnato l’ingresso del vescovo di Nola, Francesco Marino, mentre sull’altare, seduto di lato, c’era anche il cardinale Battaglia.

“Il figlio di tutti noi”
Nell’omelia, il vescovo Marino ha pronunciato parole cariche di dolore. “Domenico in queste dolorose settimane è diventato il figlio di tutti noi. E noi con i suoi genitori partecipiamo al loro immenso dolore”, ha detto rivolgendosi ai fedeli. Alla fine della funzione religiosa è stata la mamma di Domenico, Patrizia Mercolino, a prendere la parola sull’altare. Un intervento breve ma intenso, interrotto due volte da lunghi applausi. “Voglio ringraziare il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il prefetto di Napoli, il presidente della Regione, il sindaco di Nola, il sindaco di Napoli e tutti i sindaci, tutte le autorità, il vescovo monsignor Marino, Sua Eminenza il Cardinale Don Mimmo Battaglia, i sacerdoti e tutti voi”, ha detto. Poi il pensiero rivolto al figlio: “Oggi se si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico. Al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. In questo momento ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, ma che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore. Ti amo amore di mamma”.
Alla fine della celebrazione è stato il papà, Antonio, con le lacrime che rigavano il volto, a portare sulle spalle la bara bianca del figlio fuori dal Duomo. In piazza, ad attendere il feretro, c’erano oltre mille persone. Quando la bara è uscita dalla cattedrale, la folla ha rotto il silenzio con un lungo applauso. Qualcuno ha gridato “Ciao Domenico”, mentre altre voci si sono levate tra la commozione: “Che questo non accada più”. Poi un appello, pronunciato ad alta voce e subito seguito da grida di approvazione: “Passatevi una mano sulla coscienza, tutti”, mentre la bara bianca del piccolo Domenico attraversava la piazza gremita, accompagnata dall’abbraccio di un’intera comunità.
La diretta dei funerali






