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Festival delle Culture, si conclude la tre giorni incentrata sulla condivisione e sul futuro

In tre giorni oltre 200 studenti, più di 20 relatori, dibattiti, workshop e testimonianze internazionali per provare a “rammendare” , parafrasando il titolo dell’evento, un mondo sempre più diviso. A Giugliano, negli spazi di HUB Palazzo Palumbo, il Festival delle Culture “Rammendare il Mondo” ha acceso il confronto tra giovani, istituzioni, accademici e operatori sociali.

Il messaggio lanciato ai ragazzi è chiaro: essere “ribelli e competenti”. Un invito a partecipare, capire e costruire ponti in una realtà segnata da conflitti e frammentazioni. Promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Giugliano e organizzato da CONADI insieme all’Istituto Italiano per gli Studi Europei, il Festival ha messo al centro dialogo, inclusione e cooperazione.

Ad aprire i lavori l’assessore alla Cultura Marco Sepe, che ha definito il Festival un’occasione concreta per orientare i giovani in un tempo difficile. Poi l’intervento di Tommaso Di Nardo, segretario generale dell’Istituto Italiano per gli Studi Europei.

Tra i momenti più seguiti, il confronto tra Luca Meldolesi e Antonio Viscomi su innovazione armonica e sviluppo possibile. E ancora i dibattiti con esperti di cooperazione internazionale, sostenibilità e diritti, fino ai workshop partecipati su Europa, Mediterraneo, pace e dialogo interculturale. A concludere i lavori il Filosofo e poeta Giuseppe Limone. Nomi illustri e una esperienza formativa e personale di rilievo per studenti e studentesse che vi hanno partecipato. 

Nella giornata conclusiva i giovani hanno presentato i lavori elaborati durante il Festival. A chiudere, le testimonianze video da Odessa e Berlino: racconti di guerra, inclusione e resistenza culturale. Fili diversi che, come in un rammendo, hanno provato a cucire insieme conoscenza, umanità e futuro.

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