“Un bravo marito”, lo definisce la moglie, eppure il cerchio intorno a Mario Landolfi si stringe. Il 48enne di Sant’Anastasia è indagato per la morte di due donne lanciate dal vano ascensore di un cantiere a Pollena Trocchia. Ma ci sarebbe una terza donna riuscita a sottrarsi all’aggressione. A legare come un filo conduttore i due episodi la necessità di procurarsi denaro per comprare cocaina.
Pollena Trocchia: duplice femminicidio nel cantiere, si indaga su una terza aggressione
Poco dopo i delitti, arriva la testimonianza di una donna nigeriana che abita nel quartiere partenopeo di Gianturco. Secondo il suo racconto, l’uomo le avrebbe puntato un coltello alla gola per costringerla a consegnare la borsa contenente denaro. La donna però sarebbe poi riuscita a fuggire.
Cambia anche la collocazione dei due femminicidi avvenuti nel cantiere di Pollena. In un primo momento si pensava che i delitti fossero avvenuti tra il 16 e il 17 maggio, ma ora gli investigatori valutano l’ipotesi che entrambi siano stati commessi a distanza di poche ore. La trasmissione “Chi l’ha visto?” ha inoltre riferito che Lyuba, la donna ucraina che inizialmente si pensava avesse 48 anni ed invece ne aveva 71, sarebbe stata ancora viva nella giornata di domenica, poiché ha risposto a un messaggio inviato dal fratello. Altro dettaglio nuovo è che facesse la badante e non fosse una prostituta abituale. .
Gli investigatori stanno ora concentrando l’attenzione sul possibile tentativo di rapina ai danni della donna nigeriana, avvenuto poche ore dopo il duplice omicidio. Secondo quanto emerso, Landolfi avrebbe attirato le vittime in luoghi isolati per poi pretendere denaro con minacce e violenza. Le indagini proseguono per ricostruire i movimenti dell’uomo e capire se possano esserci altre vittime mai emerse finora. Tra gli elementi al vaglio c’è anche una borsa da donna trovata all’interno dell’auto di Landolfi, che potrebbe appartenere alla nigeriana sopravvissuta all’aggressione.








