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Fiumi di droga dalla Spagna per le piazze di spaccio di Napoli e di Avellino con il tramite del clan Lo Russo di Miano. Nell’interrogatorio di garanzia effettuato oggi davanti al GIP nei confronti dei tredici arrestati dalla Guardia di Finanza, come spiega Cronache di Napoli, due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, altri invece hanno negato o respinto gli addebiti. Tutti e tredici – residenti tra Tufino, Marigliano, Roccarainola, Maddaloni e Acerra – rispondono dei reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di importazione di quantità anche ingenti di sostanze del tipo cocaina ed hashish. 

Durante l’interrogatorio  – come riporta Cronache di Napoli – Vincenzo Paolillo ha respinto gli addebiti. Uno degli indagati, Terracciano, si era consegnato ieri sera dopo qualche ora dal blitz della Finanza. Aniello Liccardo e Antonio Sirignano, due trentenni di Roccaminola, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Marco Pulzone, 33enne di Cicciano, e Clemente Sarappa, 69enne di Roccarainola, hanno respinto i reati contestati.

I quattro sono stati destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere insieme ad altre 13 persone: si tratta di Armando Manzi, imprenditore 55enne di Tufino e di suo figlio Oreste di 25 anni, Elpidio Natale, 34enne di Roccarainola, Armando De Maio 28enne di Marigliano, Ciro De Maio 55enne di Marigliano, Pasquale Capolongo, 57enne di Tufino, Giovanni Garofalo 44enne di Melito, Francesco Cirillo, detto Cico, 28enne di Roccarainola e Biagio Liccardo, 29enne di Roccarainola, Alfonso Russo 55enne di Giugliano, Giovanni Sergio 49enne di Maddaloni (Caserta), Vincenzo Paolillo, trentenne di Acerra e Giuseppe Terracciano, 31enne pure lui di Acerra.

Tra gli indagati figurano i collaboratori di giustizia Antonio Lo Russo (figlio dal capo dell’o-monimo clan, pure lui pentito) e Claudio Esposito. Indagati a piede libero anche Francesco Venturato 36enne di Acerra, Antonio Cibelli, 52enne napoletano di Barra, Rosario Orefice, 26enne di Casoria, Domenico Luciano, 52enne di MaddaIoni, Ciro Farina, 55enne pure lui di Maddaloni, Luciano Pompeo, 33enne di Miano, Bartolomeo Falco, 53enne di Comiziano e Marco Manno, 38enne di Volla.

Il provvedimento era stato eseguito dai militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Avellino, unitamente alla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli. Secondo la ricostruzione della Procura a capo del sodalizio criminale c’era proprio l’imprenditore nolano, Armando Manzi, attivo nel settore della ristorazione finalizzata alla celebrazione di cerimonie, affiancato dal figlio Oreste e da una schiera di collaboratori, in grado di importare dalla Spagna considerevoli partite di stupefacente destinate al mercato delle province di Napoli e Avellino.

capi dell’organizzazione hanno intrattenuto per alcuni anni legami con esponenti di vertice del clan metropolitano dei Lo Russo, egemone nei quartieri di Miano e Piscinola, in particolare agevolando fra il 2012 ed il 2014 la latitanza del capo clan – ora collaboratore di giustizia – Lo Russo Antonio, ed in particolare ospitando Lo Russo nelle zone di Roccarainola, Comiziano e Sperone e gestendo unitamente ad appartenenti del predetto clan importazioni di stupefacente dell’estero.

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