Una vita ricca di riconoscimenti e traguardi, dedicata a due grandi passioni: il giornalismo e la politica. David Sassoli è deceduto l’11 gennaio 2022 a causa di una disfunzione del sistema immunitario. Ricoverato dallo scorso 26 dicembre in gravi condizioni, era stato colpito precedentemente da una polmonite da legionella.

Vediamo chi era David Sassoli e quanto la sua vita sia stata costernata da successi e ruoli di prestigio.

David Sassoli: biografia e storia

David Maria Sassoli, nato a Firenze il 30 maggio 1956, sotto il segno dei Gemelli, era figlio di un giornalista. Trasferitosi a Roma, aveva studiato nella capitale frequentando il liceo classico Virgilio e poi la facoltà di Scienze politiche presso La Sapienza. Tuttavia, non ha portato a termine gli studi in quanto sin da giovanissimo ha iniziato a svolgere la professione di giornalista.

Ha lavorato al quotidiano Il Tempo, all’agenzia di stampa Asca, nella redazione romana de Il Giorno, e poi è stato assunto in Rai nel 1992.

E’ stato un giornalista professionista dal 1986 e vicedirettore del Tg1 Rai dal 2006 al 2009. Era un volto molto amato e conosciuto dai telespettatori in quanto era addetto a condurre il Tg su Rai1. La carriera giornalistica si conclude nel 2009, quando Sassoli decide di dedicarsi esclusivamente alla Politica.

Sposato e padre di due figli, tifoso della fiorentina, David Sassoli viveva a Roma ed era appassionato di lettura e giardinaggio.

La passione per la politica

Anche la formazione politica comincia da giovane: inizialmente, Sassoli frequenta ambienti dello scoutismo, poi entra a far parte della Rosa Bianca, associazione di cultura politica che riuniva gruppi di giovani provenienti dall’associazionismo cattolico (Aci, Fuci, Acli), e negli anni ’80 partecipa alla Lega Democratica, un gruppo di riflessione politica animato da Pietro Scoppola, Achille Ardigò, Paolo Prodi, Roberto Ruffilli.

Nel 2009, Sassoli interrompe la sua professione di giornalista e decide di dedicarsi esclusivamente alla Politica. Candidato come capolista del neonato partito democratico nella circoscrizione Italia centrale, viene eletto la prima volta con oltre 400 mila preferenze e diventa il capo della delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo.

Nel 2013 tenta di candidarsi come sindaco di Roma, partecipando alle primarie del partito.

Candidato in quota “Dario Franceschini”, Sassoli si piazza secondo battendo il futuro presidente del consiglio Paolo Gentiloni ma ottenendo la metà dei voti di Ignazio Marino. Sassoli resta al Parlamento europeo per tre legislature, diventando tra gli eurodeputati più esperti. Nel 2014-2019 ricopre la carica di vicepresidente per l’intero mandato, occupandosi soprattutto di trasporti, politica euro-mediterranea e bilancio. Il 3 luglio del 2019, all’inizio del suo terzo mandato, viene eletto Presidente dell’Assemblea. Nel suo discorso iniziale ribadisce l’importanza di agire per contrastare il cambiamento climatico, la necessità di una politica più vicina a ai cittadini e ai loro bisogni, soprattutto ai giovani.

In occasione della pandemia da Covid19, Sassoli ha cercato di tenere sempre aperto e operativo il Parlamento europeo, introducendo, già nel marzo 2020, dibattiti e votazioni a distanza. Sassoli è stato il secondo presidente italiano del Parlamento europeo dopo Antonio Tajani da quando l’assemblea di Strasburgo è eletta a suffragio universale.

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