Paura a Casoria, nel napoletano, dove nella notte è crollato uno dei palazzi sgomberati ieri, giovedì 22 gennaio, a scopo precauzionale. Non si registrano feriti, anche perché l’edificio era stato evacuato nelle ore precedenti dopo l’allarme lanciato per una perdita idrica che aveva fatto scattare verifiche urgenti sulla stabilità di alcuni fabbricati della zona.
Casoria, palazzo crollato dopo lo sgombero: la fuga di acqua e i controlli sulla stabilità
L’allarme era scattato nella giornata di ieri, quando una perdita d’acqua aveva reso necessario lo sgombero di circa venti famiglie residenti tra via Cavour e via Marconi. Una situazione delicata che aveva portato all’intervento delle autorità competenti per effettuare controlli sulla staticità di alcuni palazzi del quartiere. Le verifiche erano state avviate proprio per scongiurare rischi maggiori e, col senno di poi, la decisione di evacuare si è rivelata fondamentale: il crollo avvenuto nella notte non ha causato vittime né feriti perché lo stabile era già vuoto.
Acqua chiusa in tutta la zona: coinvolte circa mille persone
Per consentire le operazioni di controllo e messa in sicurezza, nelle scorse ore è stata disposta anche la chiusura dell’acqua in tutta l’area interessata, con disagi per un’ampia porzione di residenti. Secondo quanto emerso, sarebbero state circa mille le persone coinvolte dall’interruzione idrica. Una misura necessaria per permettere gli interventi tecnici e limitare ulteriori criticità legate alla perdita.
Famiglie evacuate: notte fuori casa tra parenti e hotel
Le famiglie sgomberate hanno trascorso la notte lontano dalle proprie abitazioni. Alcune persone hanno trovato sistemazione presso parenti e amici, mentre altre sono state ospitate in albergo, in attesa di capire l’evoluzione della situazione e l’esito definitivo dei controlli sugli edifici. Il crollo avvenuto nelle ultime ore ha inevitabilmente alimentato la preoccupazione tra i residenti. L’area resta sotto osservazione e nelle prossime ore potrebbero essere disposti nuovi sopralluoghi per verificare l’agibilità degli altri palazzi interessati e stabilire tempi e modalità per il possibile rientro delle famiglie evacuate.







