Copenaghen e Napoli, due città lontane eppure unite dalla stessa icona. Partenope per noi, la Sirenetta di Andersen per i danesi. Mito la nostra, invenzione letteraria la loro. Due simboli diversi, ma entrambi capaci di raccontare l’anima profonda di una città che vive in equilibrio tra mare, storia e immaginazione.
Copenaghen–Napoli, la fiaba continua: sirene, destini e maglia azzurra
La Sirenetta nasce dalla penna di Hans Christian Andersen, grande autore di fiabe dell’Ottocento. Un genere, quello fiabesco, che però affonda le sue radici trecento anni prima grazie a un napoletano nato a Giugliano: Giambattista Basile. È da qui che prende forma un filo invisibile che lega Nord e Sud d’Europa, attraverso racconti, simboli e destini che continuano a incrociarsi.
Fiabe e destini, appunto. Come quello di Rasmus Hojlund, cresciuto a pochi chilometri da Copenaghen e mandato via giovanissimo. Oggi torna a casa con la voglia di dimostrare a tutti che lasciarlo andare troppo presto è stato un errore. Una storia di ritorno e di riscatto che il calcio spesso sa trasformare in racconto epico.
E poi c’è Antonio Vergara, da Frattaminore, che debutta da titolare in Champions con il suo Napoli per dimostrare di essere già pronto. Da una parte Hojlund, giocatore ormai affermato; dall’altra Vergara, ancora matricola su questo palcoscenico. Eppure entrambi condividono la stessa data di nascita: classe 2003. Distorsioni anagrafiche tutte italiane che raccontano percorsi diversi. La prossima fiaba passa per loro. Che la scriva un danese o un napoletano poco importa. Quello che conta è che abbia la maglia azzurra.








