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GIUGLIANO. Dopo otto anni di detenzione è stato scarcerato Carlo Antonio D’Alterio, coinvolto nel processo Caffè macchiato. Ieri mattina è stato discusso in aula il riesame dall’avvocato Marco Sepe che ha accolto le richieste della difesa composta dagli avvocati Trofino e Quaranta.

L’uomo si trova adesso agli arresti domiciliari in Calabria. Deve ancora scontare qualche anno di pena. D’Alterio è stato condannato per concorso esterno ed estorsione.

“Alla luce delle numerose allegazioni e dopo il precedente annullamento della Ordinanza del Riesame da parte della Cassazione – dichiara l’avvocato Sepe – finalmente riusciamo a mettere un punto sulla cessazione delle esigenze cautelari nei confronti di un ragazzo incensurato alla prima esperienza detentiva”.

Secondo l’accusa D’Alterio avrebbe obbligato i titolari di un bar a rifornirsi da loro relativamente alla fornitura di caffè Seddio poiché lui e il fratello Pino erano nipoti di Mallardo Feliciano.

L’avvocato Sepe nel corso della discussione ha insistito su una serie di elementi che a sua detta, in maniera incontrovertibile, attestavano che le esigenze cautelari, a tanti anni di distanza, erano sostanzialmente venute meno poiché lo zio è deceduto, la società è sottoposta a sequestro e D’alterio non è mai stato organico al clan. In un primo momento il riesame fu rigettato e solo dopo una vittoria in Cassazione la difesa si è rivolta al tribunale del Riesame che ha preso atto della tesi difensiva decretando i domiciliari.

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