Tanti i temi affrontati dall’ex leader democristiano in un’intervista a Il Giornale. Dai primi passi in politica all amicizia con Gorbaciov.

Ciriaco De Mita si racconta

“Mio padre è stato segretario della DC e sindaco di Nusco, ma la sua professione era quella di sarto. Nel paese cinque abitanti su dieci venivano nella sua bottega, chiudevano la porta e si regolavano sul futuro”. E sui primi passi mossi in politica: “ Ho iniziato a tredici, quattordici anni. Ero bambino e grande insieme. Io leggevo già i giornali, i pochi libri che arrivavano in paese.

A Nusco c’erano due o tre radio e io dopo un attento ascolto, nel primo pomeriggio andavo a passeggio con mio nonno che aveva le cataratte inoperabili. E quindi io lo accompagnavo e quello in un certo senso ha determinato la mia qualità politica. Un giorno tutto contento arrivo da mio nonno e gli dico: “Abbiamo conquistato l’Amba Alagi… è una ricchezza”, e lui: “Io non lo so, però con la guerra tutto si perde, con la pace tutto va bene”. L’ex leader democristiano cita in un passaggio anche lo storico democristiano Fiorentino Sullo: “Io ho cominciato a fare un giornale ad Avellino intorno al 1940. Eravamo un gruppo di sei o sette giovani. Io mi ero appena imbarcato nell’attività democratica cristiana e per pubblicare il giornale Sullo ci diede 500 lire.

Con il patto che noi scrivevamo il giornale, ma lui lo poteva leggere solo dopo che lo avevamo pubblicato. Prima mai! I miei rapporti con lui sono stati singolari e ho avuto occasione di dirglielo. Una cosa caratterizzava Sullo, non faceva propaganda ma ragionava. E io nella mia vita politica lunghissima ho sempre e solo ragionato.” In questo lungo racconto non poteva mancare il rapporto coi comunisti: “Il Partito Comunista era fortissimo, io però ho fatto la lotta al comunismo fino al 1948, quando si aveva la sensazione della sconfitta o della vittoria. Dal ’50 in poi io parlavo con il segretario dei comunisti, o meglio lui parlava con me, lo facevamo insieme. Berlinguer ad esempio aveva con me un rapporto di una delicatezza infinita. Ricordo che una volta ho usato un’espressione e lui mi ha interrotto dicendo: “Ringrazi Dio che noi siamo amici… altrimenti le cose sarebbero andate diversamente”. Ancora oggi non riesco a capire che cosa ho detto! Anche con Natta ero molto amico, una volta mi disse che Berlinguer voleva fare il governo con me.”

E su Bettino Craxi: “Mi ha fregato una volta, la seconda si è fregato da solo. Io i socialisti non li conoscevo, erano un po’ saccenti e superbi. Se dovessi dire che lavoravo per l’alleanza con loro direi una bugia. Io ho avuto buoni rapporti con i vecchi socialisti appena eletto parlamentare, personaggi di grande saggezza poi fatti fuori da Craxi. Ma c’è un episodio. Io Craxi non lo conoscevo, ero a Roma e uscivo dall’albergo accompagnato da Marcora. Lui e Craxi erano amici politici, entrambi di Milano, Marcora lo saluta e lui risponde con una volgarità. Io rimasi un po’ così…”. De Mita non può non raccontare l’antica amicizia col leader sovietico Gorbaciov: “

L’amicizia con Gorbaciov

“Ottimo rapporto. Una sera a cena gli chiesi di spiegarmi una cosa e lui la spiegò troppo bene. La moglie lo rimproverò, allora lui la guardò e disse: “Deve sapere che mia moglie è comunista. Io cosa dovrei fare?”.

 

 

 

 

 

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