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Casoria, rapinati e sequestrati ma la banda sbaglia abitazione: “Cercavano 500mila euro”

Casoria, rapinati e sequestrati ma la banda sbaglia abitazione: “Cercavano 500mila euro”

Una notte di terrore quella vissuta ieri, giovedì 19 marzo, dalla famiglia Di Mauro nella loro abitazione di via Fonseca a Casoria, dove cinque banditi hanno fatto irruzione nel cuore della notte, sequestrando e picchiando i presenti alla ricerca di un inesistente bottino da 500mila euro. 

Rapina in casa a Casoria: famiglia legata e aggredita

I malviventi, vestiti di nero, con passamontagna e guanti, hanno agito con estrema violenza e apparente esperienza. Una volta entrati nell’abitazione, hanno svegliato di soprassalto i membri della famiglia, immobilizzandoli con lenzuola tagliate a strisce. Secondo il racconto a Nanotv di Giuseppe Di Mauro, 28 anni, figlio del capofamiglia Giovanni, i banditi hanno subito iniziato a chiedere insistentemente dove fosse nascosto il denaro: “Ci hanno chiesto più volte dei cinquecentomila euro e ad ogni risposta negativa ci picchiavano, soprattutto mio padre”.

Violenza e feriti: il padre con frattura al bacino

L’aggressione ha provocato gravi conseguenze fisiche. Il capofamiglia, pensionato, ha riportato una frattura al bacino, oltre a lividi ed ecchimosi e un trauma al collo che ha reso necessario l’uso del collarino. Un errore che è costato caro: i rapinatori, infatti, avrebbero colpito la casa sbagliata. Durante la rapina, infatti, Giuseppe ha sentito i malviventi bisbigliare tra loro: sospettavano di aver commesso un errore. Tuttavia, una volta scoperti, hanno tentato di giustificarsi dicendo che qualcuno li aveva mandati contro la famiglia. Nonostante il dubbio, hanno comunque messo a soqquadro l’abitazione, portando via solo poche centinaia di euro e un paio di orecchini.

L’allarme e le indagini dei carabinieri

A dare l’allarme è stata la madre, riuscita a liberarsi e a fuggire da una porta secondaria non conosciuta dai rapinatori. Decisive anche le telecamere presenti nell’abitazione, i cui filmati sono stati consegnati ai carabinieri, intervenuti in pochi minuti. Le indagini sono in corso per identificare la banda, composta da uomini che parlavano in italiano stentato, ad eccezione di uno che si esprimeva in dialetto.

Dopo l’episodio, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha disposto un rafforzamento dei controlli sul territorio di Casoria per prevenire nuovi episodi criminosi e aumentare la sicurezza percepita dai cittadini. La vicenda sarà anche al centro di un prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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