“Da oggi in poi qua comandiamo noi” e per stare tranquillo, un noto panettiere titolare di vari negozi tra Napoli e provincia, si è visto costretto a consegnare, a fine mese, 3mila euro “per contribuire alle ‘mesate’ per le mogli dei carcerati”.

È uno degli episodi estorsivi documentati tra i quartieri Miano, Chiaiano, Piscinola e Marianella di Napoli dai carabinieri della Compagnia Vomero che ieri hanno notificato sei provvedimenti di fermo emessi dalla DDA nei confronti di altrettanti presunti gregari di un gruppo malavitoso ritenuto dagli inquirenti “una sotto articolazione del clan Lo Russo”.

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Dopo tre mesi gli uomini del nuovo clan si sono rifatti vivi pretendendo ancora più denaro. Il commerciante avrebbe dovuto pagare 5mila euro, perché “teniamo troppi carcerati da mantenere”. Oltre alla tangente da versare, al titolare del panificio è stato anche chiesto di aggiungere “10 centesimi per ogni chilo di pane venduto”, pena la sua estromissione “dal giro del pane” in favore del clan.

I destinatari dei provvedimenti sono persone ritenute dalla Procura di Napoli soggetti di elevato spessore criminale, alcune già facenti del noto clan Lo Russo, altre giovani leve. Una delle vittime, vistasi incapace di sostenere una richiesta estorsiva da ben 7mila euro mensili, lo scorso 5 luglio ha presentato una denuncia ai carabinieri della Compagnia Vomero.

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