Caivano. Una città in preda a mille insidie. Degrado urbano, criminalità organizzata, roghi tossici. E chi più ne ha più ne metta. Dinanzi a tutto questo si spera che la politica faccia la propria parte. Proviamo a capire. Dopo settimane di interminabili riunioni, il rimpasto di giunta sembra cosa fatta. Oppure no. I “malpancisti” interni alla maggioranza tornano a farsi sentire. Con gli stessi problemi di sempre. Pd e Noi Campani rifiutano di entrare in giunta.

Il sindaco Falco non formalizza la nuova giunta: Pd e Noi Campani sul piede di guerra

Stando alle ultime indiscrezioni raccolte in città, le due forze politiche non accetterebbero, nonostante esprimano 7 consiglieri comunali nel civico consesso (3 per il Pd, 4 per Noi Campani), la scelta del sindaco Falco di offrire un assessore a testa. Mentre forze politiche “inferiori” sul piano della rappresentanza (Articolo Uno torna ad esprimere lo stesso assessore, Mariella Donesi, nonostante in consiglio comunale disponga di un solo consigliere) avrebbero avuto lo stesso trattamento. Un criterio che, obiettivamente, si fatica a comprendere. Se i numeri in politica valgono ancora qualcosa il primo cittadino dovrà dare non poche spiegazioni agli alleati. Al momento la situazione resta congelata. Con gli ennesimi malumori del Pd e di Noi Campani. Una litigiosità che sta portando alla crisi di nervi l’intera coalizione di governo.

Ma non è tutto. Gli altri partiti che compongono la maggioranza non muvono un dito. Non fanno trapelare alcuna posizione. Segno evidente di una totale condivisione. Ma che allo stesso tempo determina una spaccatura nel governo cittadino. Italia Viva, Articolo Uno, M5s da una parte, Pd e Noi Campani dall’altra. Una divisione che rischia a questo punto di provocare strascichi senza precedenti. Ora la palla torna nelle mani del sindaco Falco. L’ultima patata bollente per non affondare. Cosa accadrà nelle prossime ore? Falco tenterà di ricucire coi dissidenti? Deciderà di fare chiarezza rispetto alla decisione presa? Al momento non c’è nulla di ufficiale. Pure perché il risultato è sotto gli occhi di tutti.

L’amministrazione Falco resta immersa in una crisi politica infinita che sta caratterizzando la narrazione politica degli eventi. Da circa 15 anni Caivano non riesce ad avere un’amministrazione duratura. Centrodestra e centrosinistra si sono alternati ma non hanno mai concluso il proprio mandato. La discontinuità di Pippo Papaccioli, primo sindaco di centrodestra della storia. Il grande centro di Antonio Falco. La destra di Simone Monopoli. Tutte esperienze evaporate prima dei fatidici 5 anni e che hanno affibiato alla comunità l’etichetta di “città mangiasindaci”.

Una riflessione che obbligatoriamente poniamo all’attuale coalizione di governo. In queste condizioni riuscirà la maggioranza a durare fino alla fine? Per ora difficile sostenerlo. La bilancia comincia a pendere dal lato sbagliato. Chi vivrà, vedrà.

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