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Agguato pub di Pisacane ordinato da una donna: “Ti faccio sparare in testa”: lite per i drink finisce a colpi di pistola

Una banale lite nata per alcuni drink rischiati di finire addosso alle persone “sbagliate” avrebbe innescato la spedizione punitiva culminata nel tentato omicidio di Gianluca Pisacane, barista dei Quartieri Spagnoli e fratello dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane. È quanto emerge dalle informative della Squadra mobile di Napoli, confluite nell’inchiesta che ha portato al fermo di Vincenzo Bevivino, 25 anni, e Vincenzo Rossi, 29 anni, arrestati dopo tre giorni di latitanza. L’agguato è avvenuto nelle prime ore di sabato scorso in Vico Lungo Teatro Nuovo, cuore della movida partenopea, davanti al locale “Pisadog”, di proprietà della famiglia Pisacane.

La rissa e le minacce riprese dalle telecamere

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto sarebbe nato da una furibonda rissa tra alcune giovani donne. Una ragazza, amica di Gianluca Pisacane, era stata invitata a portare i drink al tavolo. Durante il servizio, probabilmente a causa della calca, avrebbe rischiato di far cadere le bevande, scatenando la reazione violenta del gruppo.

Le telecamere di videosorveglianza, dotate anche di audio, hanno immortalato una delle protagoniste mentre minaccia apertamente: «Ti faccio sparare in testa». Poco dopo, la stessa donna avrebbe contattato telefonicamente il fratello Vincenzo Bevivino e il cugino Vincenzo Rossi, invitandoli a intervenire “a modo loro”.

L’agguato armato davanti al locale

Nonostante l’intervento di Gianluca Pisacane avesse inizialmente riportato la calma, la vendetta è scattata dopo la chiusura del locale. Rossi ha estratto una pistola, colpendo prima il padre di Pisacane con il calcio dell’arma, poi ha esploso due colpi di pistola in direzione del barista, ferendolo alle gambe dopo averlo colpito alla testa con una bottiglia. Solo l’agilità della vittima ha evitato conseguenze ancora più gravi.

La fuga e l’arresto in Abruzzo

Dopo l’agguato, i due si sono dati alla fuga, prima per le strade dei Quartieri Spagnoli e poi verso l’Abruzzo, utilizzando un’auto a noleggio. Nell’Alto Sangro hanno avuto un incidente stradale a causa del ghiaccio, ma sono riusciti a rifugiarsi in un appartamento a Montesilvano, dove sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Pescara.

I due indagati hanno confessato: Bevivino la bottigliata, Rossi gli spari. Il gip di Pescara, Giovanni de Rensis, ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere, trasferendo gli atti alla Procura di Napoli. Il pm Rosangela Di Stefano ha sottolineato la pericolosità sociale degli indagati, entrambi con precedenti di polizia e legami familiari con ambienti criminali del Vomero.

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