Acerra, tentano di truffare due anziani con la tecnica del finto nipote: arrestati due giovani di Qualiano

Tentata truffa ai danni di una coppia di anziani di 77 e 75 anni. I carabinieri della stazione di Acerra hanno arrestato due giovani sorpresi nei pressi dell’abitazione delle vittime, dove avrebbero dovuto ritirare denaro e gioielli. Si tratta di Vincenzo Scelza, nato nel 2005 a Mugnano di Napoli, e Biagio Biondi, nato nel 2006 a Villaricca, entrambi residenti a Qualiano.

Acerra, tentano di truffare due anziani con la tecnica del finto nipote: arrestati due giovani di Qualiano

 

La vicenda è emersa quando il 77enne si è presentato in caserma, riferendo di essere stato convocato da un maresciallo per chiarire la posizione del nipote, che gli era stato detto essere stato arrestato per una rapina in gioielleria.

I militari hanno immediatamente intuito il tentativo di truffa. Appreso che la moglie dell’uomo si trovava sola in casa, hanno raggiunto l’abitazione, individuando una Fiat Panda con due persone a bordo. I carabinieri si sono avvicinati senza farsi notare e hanno bloccato entrambi. Uno dei fermati aveva in mano uno smartphone con una conversazione WhatsApp ancora aperta.

Secondo quanto ricostruito, la 75enne aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era spacciato per il nipote Giuseppe, sostenendo di essere stato arrestato dopo una rapina in gioielleria commessa utilizzando la sua auto. Contemporaneamente, il marito era stato contattato da un complice che, fingendosi un maresciallo, lo aveva invitato a presentarsi in caserma.

Carabinieri sventano la truffa

 

Rimasta sola, la donna aveva ricevuto un’altra telefonata dal falso nipote, che l’aveva avvertita di una presunta perquisizione imminente da parte dei carabinieri. Per evitare che soldi e gioielli presenti in casa venissero scambiati per la refurtiva della rapina, le aveva chiesto di consegnarli a un suo amico.

La 75enne aveva quindi raccolto mille euro in contanti e diversi gioielli, riponendoli in un sacchetto e preparandosi a scendere in strada per la consegna. L’intervento dei militari ha impedito che la truffa venisse portata a termine. I giovani sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio, con l’accusa di tentata truffa.

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