C’è anche un militare originario di Salerno, Simone Ruggia, tra le quattro vittime del tragico incidente aereo avvenuto giovedì 29 ottobre in Bosnia, dove un elicottero CH-47 Chinook dell’Esercito italiano è precipitato durante una missione internazionale. Ruggia, che da circa otto anni viveva a Viterbo e prestava servizio nel reggimento Antares dell’Aviazione dell’Esercito, ha perso la vita insieme al collega Claudio Marchesi e a due operatori della Croce Rossa, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci.
Il bilancio della tragedia è di quattro morti e undici feriti. A bordo del velivolo si trovavano complessivamente quindici persone. I sopravvissuti sono stati ricoverati in ospedale in condizioni serie, ma secondo le prime informazioni non sarebbero in pericolo di vita.
Chi era Simone Ruggia, il militare salernitano morto in Bosnia
Originario di Salerno, Simone Ruggia aveva lasciato la sua città per intraprendere la carriera militare, stabilendosi a Viterbo, dove viveva da otto anni. Nel capoluogo della Tuscia aveva costruito legami profondi, diventando parte integrante della comunità locale e della famiglia dell’Aviazione dell’Esercito.
Molto legato al proprio lavoro e ai colleghi, Ruggia condivideva sui social non soltanto immagini della sua attività militare, ma anche momenti della vita quotidiana e la passione per le tradizioni viterbesi, in particolare per la Macchina di Santa Rosa. La notizia della sua morte ha suscitato dolore e incredulità tra quanti lo conoscevano.
Insieme a lui ha perso la vita Claudio Marchesi, originario di Orvieto, anche lui in servizio a Viterbo. I due erano considerati militari esperti, accomunati dalla passione per il volo e da un forte rapporto con i colleghi del reparto.
L’incidente dell’elicottero Chinook durante la missione in Bosnia
I militari erano partiti il 28 ottobre dall’aeroporto Fabbri di Viterbo, diretti in Bosnia per partecipare alle attività della missione europea Eufor Althea. Il viaggio prevedeva una tappa a Pratica di Mare prima di raggiungere la destinazione operativa. Secondo le prime ricostruzioni, nel pomeriggio del 29 ottobre l’elicottero avrebbe perso improvvisamente stabilità dopo aver preso quota, iniziando a ruotare in aria prima di schiantarsi al suolo. Alcuni testimoni avrebbero assistito alla caduta del velivolo, descrivendo una serie di rotazioni incontrollate prima dell’impatto.
Le cause dell’incidente restano ancora da accertare. Tra le ipotesi inizialmente circolate ci sono un possibile problema durante la fase di volo e un eventuale contatto con cavi dell’alta tensione. Nessuna di queste ricostruzioni, tuttavia, risulta confermata ufficialmente. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire l’esatta dinamica della tragedia.
Quattro vittime e undici feriti: il dolore dell’Aviazione dell’Esercito
Oltre al salernitano Simone Ruggia e a Claudio Marchesi, nell’incidente hanno perso la vita Franco Adriano Zecchillo, tenente della Croce Rossa, e Laura Procacci, sergente della Croce Rossa. La notizia del disastro ha profondamente colpito Viterbo, dove i due militari dell’Esercito prestavano servizio. Davanti alla sede del reggimento Antares, colleghi e conoscenti hanno vissuto ore di apprensione, in attesa di aggiornamenti sulle persone coinvolte.
«Non abbiamo nessuna certezza, siamo qui per sapere. La situazione è davvero pesante», hanno raccontato alcuni militari nelle prime ore successive all’incidente. Le famiglie delle vittime sono state informate dalle autorità competenti. Intanto proseguono le indagini per chiarire le cause dello schianto, mentre resta alta l’attenzione sulle condizioni degli undici feriti.
Paura sull’A30 tra Salerno e Baronissi, calcinacci cadono da viadotto: nessun ferito





