Morte Salvatore Calignano, la figlia Valeria: “Vogliamo risposte”

Orta di Atella si mobilita nel ricordo di Salvatore Calignano, l’operaio di 61 anni morto dopo una caduta dal tetto di un capannone industriale a Caivano, nel napoletano. Un corteo per chiedere verità, giustizia e maggiore sicurezza sul lavoro. Grande il dolore della moglie Carmela Amura e delle due figlie Giusy e Valeria.

Morte Salvatore Calignano, la figlia Valeria: “Vogliamo risposte”

L’iniziativa, organizzata dal gruppo “Le sentinelle del territorio”, è stata promossa per oggi, sabato 17 ottobre, nel comune del casertano dove vive la famiglia della vittima. Il programma prevedeva il ritrovo in piazza Municipio e la partenza del corteo con un percorso verso l’abitazione dei familiari in via Giovanni Paolo II. Annunciata anche la partecipazione di rappresentanti delle amministrazioni dei comuni vicini.

“Abbiamo sentito la vicinanza dei nostri concittadini – ha dichiarato la figlia Valeria – credo mio padre abbia lasciato un bel ricordo. Non era un uomo dedito solo alla famiglia, ma aiutava anche gli altri quando poteca. Era una sua dote”.

Al racconto del carattere del padre, si accompagna la richiesta di verità. Gli interrogativi sulle circostanze dell’incidente sono ancora molte. “Abbiamo tante domande a cui non abbiamo risposte – ha aggiunto sempre la figlia dell’uomo – e questo ci fa stare ancora più male. Ci chiediamo se un intervento più tempestivo avrebbe potuto salvargli la vita”. 

Presente anche Don Patriciello. “Sono qui per il rispetto della dignità umana”, ha detto.

Le indagini e il datore di lavoro ai domiciliari

La Procura di Napoli Nord ha avviato un’inchiesta per ricostruire le responsabilità nella morte dell’operaio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Calignano stava effettuando lavori edili sul tetto di un capannone insieme ad altri due operai irregolari quando è precipitato al suolo. L’uomo, gravemente ferito, è stato trasportato all’ospedale San Giuliano di Giugliano in Campania, dove è deceduto il giorno successivo, 3 ottobre.

Le indagini hanno fatto emergere la totale assenza di dispositivi di protezione e misure di sicurezza per i lavoratori impegnati in quota, come documentato dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisiti dai Carabinieri. Il datore di lavoro, Michele De Rosa, è agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Sono nel registro degli indagati pure il committente dei lavori e il proprietario del capannone per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni.

 

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