Qualiano, ragazzo autistico precipitato da struttura sanitaria. La mamma: “Lo hanno lasciato morire”

Chiede giustizia e verità per suo figlio Iana, la mamma di Ruslan, il 24enne di Qualiano, originario dell’Ucraina, morto dopo essere precipitato dal terzo piano di un centro di riabilitazione psichiatrica a Monteruscello, quartiere di Pozzuoli. Nella struttura, convenzionata con l’Asl, il giovane, affetto da una grave forma di autismo, era seguito da quattro anni. Domani verrà eseguita l’autopsia per chiarire le cause della morte.

Che cosa è accaduto? E perché, secondo quanto denuncia la madre, Ruslan sarebbe stato lasciato solo? Interrogativi ai quali la donna, assistita dall’avvocato Sergio Pisani, chiede una risposta. Il figlio, racconta, era affidato a quattro operatori, suddivisi in due coppie tra mattina e sera.

Il giorno della tragedia Iana è corsa al centro dopo essere stata avvertita che Ruslan non stava bene. All’arrivo ha trovato i carabinieri della compagnia di Pozzuoli. È stato il proprietario della struttura, riferisce, a comunicarle la morte del figlio.

Da chiarire anche la questione delle telecamere esterne: secondo la madre, le sarebbe stato detto che non erano funzionanti, compresa quella rivolta verso il balcone dal quale il giovane è precipitato, richiamando ragioni di privacy. A giugno, racconta ancora Iana ai nostri microfoni, il centro le aveva prospettato prima le dimissioni di Ruslan, poi il trasferimento in una struttura in Puglia. Ora la sua richiesta è conoscere la verità: “Mio figlio era un gigante buono, me lo hanno lasciato morire”.

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