Le ferite riportate da Salvatore Calignano, il carpentiere di 61 anni soccorso in condizioni disperate a Caivano e poi morto, sarebbero state troppo gravi per consentirgli di allontanarsi autonomamente dal cantiere. È questo uno dei nodi dell’inchiesta della Procura di Napoli Nord, che sta verificando l’ipotesi che l’operaio sia stato spostato dopo la caduta e lasciato in strada.
Le lesioni emerse dall’autopsia
Come anticipa Il Mattino, secondo Luca Scognamiglio, medico legale incaricato dalla famiglia attraverso l’avvocato Francesco Petruzzi, nel corso dell’esame autoptico svolto presso l’istituto di medicina legale di Giugliano sono state riscontrate fratture allo sterno, al bacino e al polso, compatibili con una caduta da otto-dieci metri. Un quadro che solleva dubbi sulla possibilità che Calignano abbia raggiunto da solo il punto del soccorso, in via Fossa del Lupo. La moglie ha riferito che il marito era impegnato sul tetto di un capannone per posare una guaina in vista dell’installazione di pannelli solari.
Tre indagati e accertamenti sui cellulari
Risultano indagati Antonio e Nicola Frezza, della Frezza Immobiliare, e Michele De Rosa, amministratore della Mdr Costruzioni. Le ipotesi di reato sono omicidio colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Tutti e tre hanno manifestato disponibilità a collaborare. Il 15 ottobre è previsto il conferimento dell’incarico per la copia forense dei loro cellulari, utile a ricostruire le comunicazioni prima e dopo l’incidente.
Restano da chiarire anche la scomparsa del borsello con le chiavi e la dinamica della caduta. L’eventuale spostamento dell’operaio è un’ipotesi ancora da accertare. Intanto, oggi pomeriggio si terranno i funerali di Salvatore Calignano alle 17.30 nella chiesa di San Massimo a Orta di Atella.
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