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Campi Flegrei, dopo la scossa di magnitudo 4.7: crolli, danni e 10 feriti lievi

La forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 si è verificata alle 19:46, è tra le più intense registrate negli ultimi anni nell’ambito della crisi bradisismica. Il fenomeno ha spinto migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni e a riversarsi in strada. Immediatamente sono scattati i controlli della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’Ordine, mentre è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC) e la Prefettura sta coordinando le verifiche sul territorio.

I danni più consistenti si registrano a Pozzuoli. Un crollo ha interessato via Fasano, mentre un secondo cedimento si è verificato nell’area della Solfatara, dove una porzione del costone è franata riversando detriti sulla carreggiata e su alcune vetture in sosta. Le immagini del crollo sono diventate virali sui social pochi minuti dopo il terremoto.

Un altro crollo si è verificato in via Pergolesi, dove calcinacci e materiale hanno invaso anche i vecchi binari della storica stazione di Pozzuoli, chiusa da tempo. Nella via in questione auto schiacciate dalle pietre venute giù per il crollo, si tratta della zona del cavalcavia di Pozzuoli. In diversi punti della città si sono sollevate nuvole di polvere, tra la paura dei residenti e dei passanti. Al momento non risultano persone ferite.

Segnalazioni di distacchi di calcinacci arrivano anche dalla zona di Arco Felice, nelle strade adiacenti al Tempio di Serapide, e tra Baia e Bacoli, dove sono in corso ulteriori sopralluoghi per verificare la stabilità degli edifici.

Particolarmente delicata la situazione al Parco Olivetti, dove sono state riscontrate nuove lesioni e condizioni di instabilità del fabbricato, alimentando la preoccupazione dei residenti. Danni significativi sono stati segnalati anche in un appartamento affacciato sul porto di Pozzuoli, che avrebbe riportato gravi lesioni strutturali.

Disagi anche nel resto dell’area metropolitana. Blackout sono stati segnalati nei quartieri napoletani di Pianura e Soccavo, mentre a Quarto non si registrano criticità di rilievo: due tralicci della rete elettrica si sono toccati durante la scossa, provocando un principio d’incendio rapidamente domato. Sono attive le aree di accoglienza di via Terracina a Napoli e il Palatrincone a Pozzuoli.

Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore per accertare l’entità dei danni e garantire la sicurezza della popolazione. Il bilancio provvisorio parla di numerosi danni materiali, ma fortunatamente, allo stato attuale, non risultano persone ferite gravemente, 10 feriti lievi al momento. Sono tutti in codice giallo. Altre persone sono state sottoposte ad accertamenti in ospedale.

È stato attivato in Prefettura il Centro Coordinamento Soccorsi, con la partecipazione di tutti gli enti preposti alla gestione dell’emergenza. Tra le richieste di intervento giunte ai Vigili del Fuoco figura anche quella per il crollo di un solaio. La forte scossa ha spinto migliaia di persone a riversarsi in strada in numerosi quartieri della città. In diverse zone di Napoli si registrano interruzioni dell’energia elettrica che hanno provocato disservizi anche alla rete internet. Disagi anche per i trasporti: la metropolitana si è fermata nella stazione di Mergellina, mentre, in via precauzionale, è stata sospesa la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, compresa la linea Alta Velocità, per consentire le verifiche tecniche sull’infrastruttura. Lo stop interessa i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali.

Meloni segue sviluppi unità di crisi

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta seguendo costantemente l’evolversi della situazione dopo la forte scossa di terremoto che ha colpito l’area dei Campi Flegrei. Secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, la premier è in contatto con il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, con il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e con il prefetto di Napoli, Michele di Bari. Meloni sta inoltre seguendo gli sviluppi della riunione dell’Unità di crisi, convocata per coordinare il monitoraggio della situazione e gli interventi conseguenti al sisma.

aggiornamento: un’altra scossa è stata registrata alle 22 di magnitudo 3.8.

La Regione segue con attenzione gli sviluppi

il sistema di Protezione civile regionale è operativo
Il presidente Fico e l’assessora Zabatta seguono la situazione

Il sistema regionale della Protezione civile si è immediatamente attivato a seguito della scossa che ha interessato i Campi Flegrei nella serata di oggi e che è stata distintamente avvertita in gran parte della provincia di Napoli.

Il presidente della Regione Campania Roberto Fico e l’assessora alla Protezione Civile Fiorella Zabatta seguono costantemente la situazione in raccordo con la Prefettura che ha immediatamente convocato il CCS (Centro Coordinamento dei Soccorsi), i Sindaci dei comuni dell’area interessata e la Protezione civile nazionale.

Sono in corso verifiche di eventuali danni da parte degli enti locali e delle autorità competenti.
Si stanno individuando le soluzioni disponibili per fornire ospitalità a chi non potesse fare immediato rientro nelle proprie abitazioni. È stato attivato il servizio di assistenza psicologica per le emergenze. Prosegue il monitoraggio da parte della Regione.

Danni al porto

La Capitaneria di Porto  ha segnalato che la banchina del molo di Pozzuoli non è al momento agibile e ne ha interdetto l’utilizzo. Si è inoltre verificato il crollo parziale di un traliccio dell’alta tensione nella zona di Agnano, a Napoli, che ha provocato disagi all’alimentazione della rete elettrica tra Napoli e Pozzuoli. Sul posto sono già al lavoro i tecnici per ripristinare la rete.

Il Comune di Pozzuoli ha attivato il Centro Operativo Comunale (COC) per coordinare le attività di monitoraggio del territorio e l’assistenza alla popolazione dopo la forte scossa di terremoto. In serata è iniziata la distribuzione di acqua e beni di prima necessità ai cittadini che, per precauzione o timore di nuove scosse, hanno lasciato le proprie abitazioni. In tanti restano ancora radunati sul lungomare e nelle aree di attesa predisposte dal Comune, in attesa dell’evolversi della situazione e delle verifiche sugli edifici.

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