Si chiude con una raffica di condanne e una sola assoluzione il filone celebrato con rito abbreviato nell’ambito della maxi inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sui presunti rapporti tra il clan Mallardo, imprenditoria e politica locale a Giugliano.
Clan Mallardo e politica a Giugliano: pioggia di condanne, assolto il ras Cecere
La sentenza è stata pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, Leda Rossetti, nei confronti dei 16 imputati che avevano scelto il rito abbreviato. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore antimafia Ilaria Sasso Del Verme, mira a fare luce su un presunto sistema di relazioni tra esponenti del clan Mallardo, ambienti imprenditoriali e rappresentanti della politica locale, attraverso il quale, secondo l’accusa, l’organizzazione criminale avrebbe tentato di influenzare dinamiche amministrative, appalti e consenso elettorale nel territorio giuglianese.
Tra le condanne più significative figurano quelle di Andrea Abbate, ritenuto dagli inquirenti una figura di collegamento tra politica e ambienti criminali, condannato a 10 anni di reclusione, e di Francesco Abbate, condannato a 8 anni e 4 mesi, difeso dall‘avvocato Giovanni Lo Russo. Unica assoluzione quella di Stefano Cecere, difeso dall’avvocato Sergio Aruta.
L’inchiesta trae origine dall’operazione che nel febbraio 2025 portò all’esecuzione di 25 misure cautelari. Secondo la ricostruzione della Procura antimafia, il clan Mallardo avrebbe cercato di condizionare le elezioni amministrative del 2020, intervenendo anche nella gestione di appalti pubblici e controversie private attraverso una rete di rapporti con esponenti delle istituzioni e dell’imprenditoria locale.

La sentenza emessa oggi riguarda esclusivamente gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Oltre ad Andrea Abbate (10 anni) e Francesco Abbate (8 anni e 4 mesi), il Gup ha condannato Giuliano Amicone a 10 anni e 20 giorni, Angelo Pirozzi a 11 anni, Domenico Pirozzi a 11 anni e 4 mesi, Francesco Fusco a 9 anni, Domenico Fusco a 8 anni e 20 giorni, Vincenzo Legorano a 8 anni e 4 mesi, Vincenzo Strino a 8 anni e 4 mesi, Domenico Micillo a 8 anni, Francesco Mallardo a 6 anni e 8 mesi, Nicola Felaco a 4 anni e 8 mesi, Gaetano Diana a 4 anni e 5 mesi, Nicola Napolano a 2 anni e Alberto Amicone a 1 anno. Assolto Stefano Cecere.
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Casertano Matteo, Stellato Giuseppe, Poziello Luigi, Lo Russo Giovanni, D’Alterio Antimo, Giametta Michele, Aruta Sergio, Cacciapuoti Salvatore, Gili Luca, Quatrano Nicola, Montone Stefano, , Foglia Giuseppe, Palumbo Alfonso, Lopez Tercero Montero Alba, Gentile Celestino, Severino Marcello e Andrea Pirozzi.
Le pene risultano in diversi casi inferiori rispetto alle richieste avanzate dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Per Andrea Abbate erano stati chiesti 16 anni, per Francesco Abbate 13 anni, per Giuliano Amicone 14 anni, per Domenico Pirozzi 16 anni e per Francesco Mallardo 12 anni. Prosegue invece con il rito ordinario il processo nei confronti degli altri imputati coinvolti nell’inchiesta. Tra questi figurano l’ex sindaco di Giugliano Antonio Poziello, l’ex assessore Giulio Di Napoli e gli ex consiglieri comunali Pasquale Casoria e Paolo Liccardi. Davanti al Tribunale continuano inoltre a essere giudicati Davide Barbato, Michele Barca, Francesco Borzacchelli, Ferdinando Cacciapuoti, Emilia Cante, Antonio Carleo, Oreste Comite, Nunzia D’Alterio, Vincenza Di Girolamo, Giuseppe Di Mattia, Aniello Felaco, Filippo Frippa, Antonio Fusco, Patrizia Giuliano, Jessica Izzo, Massimo Imparato, Ornella Maione, Giuseppe Marino, Francesco Pirozzi e Giuseppe Pirozzi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane.






