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Clan De Rosa: pioggia di condanne per vertici e affiliati all’organizzazione camorristica di Qualiano

Si è concluso con diverse condanne il processo celebrato con rito abbreviato nei confronti dei presunti appartenenti al clan De Rosa di Qualiano, organizzazione ritenuta dagli inquirenti radicata sul territorio e coinvolta in attività di estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Il Giudice per l’Udienza Preliminare Giovanni Vinciguerra ha emesso la sentenza nei confronti degli imputati accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

Le condanne

Nel dettaglio, il giudice ha condannato Salvatore Di Palma a 15 anni di reclusione, confermando la richiesta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Condanna a 13 anni e 4 mesi per Salvatore Di Marino, pena superiore rispetto ai 12 anni richiesti dal pubblico ministero. Per Ugo De Rosa sono stati inflitti 3 anni e 2 mesi di reclusione in continuazione con una precedente condanna, rispetto ai 5 anni richiesti dall’accusa. Condannati anche Nicola Di Palma a 4 anni e 4 mesi, Michele Di Palma a 2 anni di reclusione e Antonio Ercole a 3 anni. In aula era presente il pubblico ministero della DDA di Napoli, Ida Frongillo, insieme al collegio difensivo composto dagli avvocati Ferdinando Letizia, Luigi Poziello, Luca Mottola e Bruno Carafa.

Le accuse: estorsioni, racket e traffico di droga

L’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e illustrata in una nota firmata dal procuratore Nicola Gratteri aveva portato alla luce, secondo l’accusa, un sistema criminale capace di esercitare un controllo capillare del territorio di Qualiano attraverso intimidazioni e minacce ai danni di imprenditori, commercianti e titolari di attività economiche.

Le vittime sarebbero state costrette a versare somme di denaro per continuare a lavorare senza subire ritorsioni. Le indagini hanno inoltre documentato l’esistenza di una struttura organizzata per la gestione delle piazze di spaccio, operativa principalmente a Qualiano ma con interessi estesi anche ai comuni di Villaricca e Giugliano.

I presunti vertici del clan

Secondo gli investigatori, Salvatore Di Marino e Salvatore Di Palma avrebbero ricoperto ruoli di vertice all’interno dell’organizzazione, pianificando quotidianamente le attività estorsive nei cantieri edili di Qualiano e nei confronti di numerosi esercenti, tra cui sale scommesse e attività commerciali. Tra gli arrestati figuravano anche Antonio Pezzullo, Gerardo Strazzulli, Ugo De Rosa, Michele Di Palma e Nicola Di Palma, mentre Luca Russo, Giacinto Francesco Russo e Vincenzo Russo erano stati raggiunti da misure cautelari agli arresti domiciliari.

Società e attività commerciali utilizzate per mascherare le estorsioni

Dalle indagini è inoltre emerso che Gerardo Strazzulli, conosciuto come “Francuccio ‘o Ferraro”, avrebbe utilizzato la società Edil King per occultare il pagamento delle quote estorsive attraverso una serie di bonifici apparentemente leciti. Gli investigatori hanno inoltre accertato che alcune attività commerciali, tra cui un bar e una barberia, sarebbero state utilizzate come punti di incontro tra gli esattori del clan e le vittime delle richieste estorsive.

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