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Lago Patria, sequestrate e rimosse 800 nasse illegali per la pesca di frodo

Il tempo dell’indifferenza è finito. Lo Stato torna a farsi vedere, e anche sentire. Le istituzioni tornano a presidiare il territorio, acque comprese. Chi pensa di poter continuare a saccheggiare il nostro territorio sappia che non avrà più tregua. Nel corso del primo Action Day per la tutela del mare domiziano, sono state sequestrate e rimosse ben 800 nasse illegali utilizzate per la pesca di frodo nel tratto di costa compreso tra la foce del Lago Patria e quella dei Regi Lagni. Un’operazione senza precedenti che rappresenta un segnale forte, concreto e inequivocabile: sul litorale si cambia passo.

Lago Patria, sequestrate e rimosse 800 nasse illegali per la pesca di frodo

 

Dopo l’importante attività che ha portato alla scoperta di presunti scarichi fognari abusivi nel Lago Patria, continua senza sosta l’azione di controllo, bonifica e difesa del territorio. Non più parole, ma risultati. Un intervento che assume particolare rilevanza anche per la tutela delle tartarughe marine, che sempre più spesso restano intrappolate nelle attrezzature illegali di pesca e muoiono.

Sinergia tra istituzioni

 

L’operazione è stata il frutto di una sinergia ed una rete istituzionale proposta dalla provincia di Caserta cui hanno aderito il nostro Ente Riserve Regionali Foce Volturno, il Consorzio di Bonifica Basso Volturno, il Comune di Castel Volturno, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza della Campania, la Guardia Costiera di Pozzuoli con la stazione di Castel Volturno, il nucleo investigativo dei Carabinieri Forestali di Caserta, la Stazione Zoologica Anton Dohrn, il Consorzio di Bonifica Basso Volturno e le associazioni Domizia, sostenuta da Imat Castel Volturno, e Fly Liternum.

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“In qualità di Presidente dell’Ente Riserve Regionali Foce Volturno, voglio ringraziare tutte le donne e gli uomini che hanno preso parte a questa operazione straordinaria – ha spiegato Mario Grimaldi -. Oggi dimostriamo che quando le istituzioni fanno rete e lavorano insieme, i risultati arrivano e sono risultati concreti. Abbiamo scelto di non voltarci più dall’altra parte. Chi inquina, devasta e sfrutta illegalmente il nostro mare deve sapere che troverà un presidio permanente dello Stato e delle istituzioni. Chi devasta l’ambiente deve sapere una cosa: non ci fermeremo. Il tempo dell’impunità è finito”.

Comunicato stampa

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