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Rapine a mano armata nel Salernitano, fermati due giovani albanesi: attribuiti 25 colpi

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La Squadra Mobile della Polizia di Stato di Salerno ha eseguito un fermo di indiziato di delitto, disposto dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, nei confronti di due cittadini albanesi ritenuti responsabili di una lunga serie di rapine a mano armata ai danni di distributori di carburante e attività commerciali della provincia di Salerno. Si tratta di K.R., nato in Albania il 16 settembre 2004, e C.S., nato in Albania il 17 marzo 2004. Sono invece ancora ricercati altri due presunti complici, attualmente irreperibili.

Le indagini: colpi in serie tra Agro nocerino e aree limitrofe

 

L’inchiesta è partita dall’analisi di diverse rapine commesse a partire dall’inizio di marzo, concentrate soprattutto nell’Agro nocerino-sarnese e nelle zone vicine. Gli investigatori hanno subito notato analogie nel modus operandi, ipotizzando l’esistenza di un’unica organizzazione criminale.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, il gruppo agiva sempre con le stesse modalità: banditi travisati e armati di pistola raggiungevano gli obiettivi a bordo di auto rubate, minacciavano i gestori dei distributori o i commercianti e si facevano consegnare l’incasso prima di darsi alla fuga. Gli indagati, inoltre, avrebbero utilizzato veicoli a noleggio per mettere a segno furti di ulteriori automobili, successivamente impiegate durante le rapine.

Intercettazioni e traffico telefonico: contestati 25 assalti

 

Determinanti per le indagini sono state le intercettazioni, l’analisi del traffico telefonico e l’acquisizione di filmati e altri elementi tecnici. Le attività investigative hanno consentito agli agenti della Squadra Mobile di identificare i presunti componenti della banda e di attribuire loro ben 25 rapine aggravate, oltre a 5 furti di autovetture e 20 episodi di ricettazione di veicoli.

Il rischio fuga e il fermo della Procura

 

Il fermo cautelare d’urgenza è stato disposto dalla Procura di Nocera Inferiore per il concreto pericolo di fuga degli indagati. Secondo gli inquirenti, infatti, alcuni componenti del gruppo avevano manifestato l’intenzione di lasciare il territorio nazionale. Il provvedimento è ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari.

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